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L'appello degli anziani in casa di riposo: "Rispettiamo le regole e guardiamo il lato positivo"

Redazione

Mamme e papà, ragazzi e ragazze, ascoltateci, fateci questo immenso regalo. Dopo l’accorato appello del nostro Presidente della Repubblica, che abbiamo seguito con attenzione ma anche apprensione, anche noi anziani in struttura desideriamo appellarci a voi, al vostro cuore ed alla vostra sensibilità. Mettiamola così. Proviamo a trasformare gli obblighi, che ci hanno imposto le Istituzioni pubbliche, in misure di autoregolamentazione, di buone prassi che ci diamo noi stessi per la nostra, ma anche altrui, salute. Teniamo sempre le distanze e non assembriamoci. Cosa volete che sia almeno un metro, quello stesso metro che ci distanzia quando siamo seduti in auto, che auspichiamo quando siamo seduti a mangiare per non sgomitarci l’un l’altro, quando andiamo appaiati in bici con un amico per non cadere entrambi a terra e “sbucciarci”, ed altro ancora. Un giorno, speriamo molto presto, ma questo dipende da noi, anche questo “misero metro” diventerà un millimetro e anche meno, e ci riavvicineremo ed assembreremo come ai bei vecchi tempi. Un giorno potremo raccontare che un metro di distanza ci ha consentito di poter percorrere migliaia e migliaia di chilometri in salute ed allegria, in compagnia dei nostri cari e dei nostri amici. Usiamo sempre la mascherina. Vediamo il lato positivo. Intanto gli occhi sono liberi, sono espressione di noi stessi, ci si legge comunque un sorriso, possiamo tranquillamente vedere da vicino, evitare fastidiosi ostacoli e soprattutto “vedere lontano”, scrutare orizzonti futuri di felicità. Così pure le orecchie non sono imbrigliate. Possiamo udire rumori, suoni, silenzi, la musica, ascoltare chi ci parla e, con pazienza santa, chi “ce la suona e ce la canta”. E poi questa tanto odiata mascherina. A pensarci bene non fa trapelare imbarazzanti smorfie, ci protegge dallo smog, dagli odori sgradevoli, dai moscerini che potrebbero infiltrarsi nelle narici o in bocca… che fastidio! Al di là di battute semiserie, non diteci che è così insopportabile! Ma ci salva la vita. Laviamoci spesso le mani, evitando il più possibile di toccarci occhi, naso e bocca. Pensare che ci tocchiamo il nostro viso circa 24 volte in un ora, anche inconsapevolmente, è uno sforzo non da poco. Ma tentiamo lo stesso. E che dire di una bella sensazione di pulito delle nostre mani, noi che siamo diventati esperti del “beauty care”, con creme, unguenti, tonici vari, non sarà poi così difficile anche per le nostre mani! In questo periodo proviamo a sentirci Presidenti, Ministri, Governatori e Sindaci di noi stessi, della nostra famiglia, per tutti gli onori, ma anche gli oneri e le responsabilità che una tale carica comporta. Pur se inconsapevolmente, un vaccino contro il virus l’abbiamo già e da tanto tempo, in grandi quantità se solo lo vogliamo, senza necessità di ricetta, senza dover tirar fuori un euro, in una “formula” non certo chimica ma semplice quanto efficace: l’amore, il rispetto e la responsabilità verso noi stessi ed il prossimo. Cosa aspettiamo ad assumerlo subito ed in notevoli dosi?

Gli anziani ospiti della residenza Santa Teresa

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