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"Lockdown per Coronavirus e comunicazione scadente: il caos"

Redazione

In questo momento di emergenza sanitaria, fragilità emotiva e crisi economica profonda, le amministrazioni locali hanno l’obbligo di trovare, nel limite del possibile, il massimo equilibrio tra le parti coinvolte, riuscendo a coniugare le esigenze di chi legifera (Stato, Regione e Comune), chi deve recepire queste regole e rispettarle (i cittadini) e chi deve far rispettare queste direttive (le Forze dell’ordine). Il compito non è affatto semplice, soprattutto se ci troviamo in un paese in cui il Presidente del Consiglio emette decreti, meglio conosciuti come dpcm, con precise indicazioni, e i suoi ministri poi ben pensano di uscire pubblicamente con libere interpretazioni di quanto scritto, creando il caos più totale. Il compito di un sindaco in questa emergenza è estremamente arduo e complesso, ce ne rendiamo perfettamente conto; tuttavia, nella nostra città, riteniamo che si potrebbe eventualmente modificare, seppur di poco, la lista delle priorità comunicative e accantonare per un attimo le vetrine promozionali una volta a quell’associazione, un’altra volta all’altra, piuttosto che alla stilista che produce mascherine col tricolore, per preferire maggiori uscite chiarificatrici sul come cittadini e Forze dell’ordine devono comportarsi di fronte a ciò che è consentito e ciò che non lo è. In un momento come questo, infatti, comunicare poche regole di comportamento e rendere noto in maniera semplice ed esaustiva ciò che è consentito e ciò che non lo è, man mano che si annunciano novità, aiuterebbe sia noi cittadini che le Forze dell’ordine a regolarci e a raggiungere l’auspicato equilibrio. Invece no. In questi giorni sono numerose le notizie che riguardano multe staccate a cittadini, magari per cause discutibili e ai limiti dell’assurdo, il tutto perché le decisioni sono state spesso lasciate alla valutazione personale ed estemporanea dell’agente accertatore e al famoso “buon senso”, il quale è estremamente soggettivo e non oggettivabile. Ultima notizia in termini cronologici è quella che vede la riapertura del mercato cittadino, con tutte le dovute precauzioni per il contenimento sanitario, tanto da vederlo circoscritto nell’area interna dello stadio con utilizzo dei tornelli per gli ingressi. Sacrosanto. Il problema però nasce dal fatto che nessuno, dopo aver comunicato la riapertura e il modus operandi per gli ingressi, ha pensato di comunicare in maniera chiara e precisa e definitiva se il mercato potrà essere raggiungibile da chiunque, oppure esso sia considerato come qualunque luogo per fare spesa. La regola, infatti, in teoria prevedrebbe, sempre ai fini del contenimento delle uscite da casa, che il cittadino possa recarsi a far spesa nei punti vendita più consoni e vicini all’abitazione, pertanto andrebbe da sé che chi abita dall’altra parte della città, se non addirittura nel forese, si troverebbe presumibilmente multato in caso di posto di blocco. Posto di blocco che vedrebbe agenti impegnati nell’ardua valutazione, di volta in volta e secondo coscienza, se ritenere il cittadino in regola oppure no, col rischio finale, quindi, che, a causa del mercato, ci si ritrovi con centinaia di cittadini multati, o, viceversa, un riversamento di persone provenienti da qualunque parte del comune, con la scusa del dover acquistare alimenti. Allo stesso modo è completamente mancata una comunicazione sintetica semplice e definitiva che riguardi gli accessi, o meno, agli orti, siano essi comunali che privati distaccati dall’abitazione principale. In questi giorni il problema è sorto in maniera importante anche a causa delle uscite pubbliche del Ministro, il quale, in barba al decreto, unico atto che determina le regole, ha ben pensato di derogare a casaccio questioni già normate con banali comunicati. Il punto è che la cittadinanza, anche grazie, o a causa degli spam virali sui social, non sta assolutamente capendo quale sia la regola per poter accedere ai piccoli appezzamenti terrieri e ognuno va un po’ a libera interpretazione. Se per legge, per esempio, non è consentito detenere negli orti animali da cortile, va da sè che è conseguentemente vietato anche il relativo recarsi a dar loro da mangiare, ma tutto questo andrebbe chiarito dalla nostra Amministrazione tramite comunicati stampa ad hoc o mail mirate ai possessori di orti, magari poi da diffondere sui social per porre fine alla bagarre “orti sì, orti no, animali sì, animali no”. E’ fondamentale, in questa fragile circostanza, evitare di aumentare quel caos che già regna nelle case, nella vita e nelle menti di ognuno di noi. E’ prioritario comunicare col cittadino in maniera chiara, concisa e semplice, affinchè l’interpretazione del testo sia univoco e privo di sfumature di lettura. Il tutto aiuterebbe sia noi poveri cittadini che rischiamo multe ogni giorno, che gli agenti delle Forze dell’ordine, i quali, al di là di qualche evidente eccezione, sono sempre in difficoltà nel momento in cui si trovano a dover decidere per le sorti del prossimo. Regole chiare, comunicazione semplice e frequente, altrimenti il caos regnerà sovrano e dove regna il caos non succede mai nulla di buono, pertanto invito il sindaco a chiarire meglio le lacune che riguardano i punti sopra descritti e a mantenere una linea di informazione più specifica.

Samantha Tardi, capogruppo di CambieRà

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