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Parco del Delta del Po, Verlicchi (La Pigna): "Sindaco assenteista, altro che congiura"

Redazione

Un sorriso dal sapore amaro é la reazione che ci pervade nell’apprendere che il sindaco Michele de Pascale sta recitando la parte della vittima nell’annosa questione della gestione del Parco del Delta del Po. Sia come membro della comunità del Parco (gli enti facenti parte del parco del delta del Po) sia come membro esecutivo (fino a quando non si é deciso a nominare un sostituto), ha collezionato un numero impressionante di assenze. Certo é che, nella trentina di incarichi, quello all’interno del Parco del Delta é tra quelli che meno lo appassionano, dato che mira a tutelare gli interessi del nostro Comune e non quelli politici per la sua scalata ai vertici nazionali del Pd.  Eppure il Parco del Delta gestisce, con conseguenze disastrose, siti naturalistici ravennati quali la Valle della Canna e dell’Oasi di Punta Alberete. Ora de Pascale si finge vittima di inesistenti faide all’interno del Pd sulla gestione del Parco del Delta del Po, fingendo che la situazione di oggi non sia la conseguenza disastrosa ed inevitabile della sua collezione di assenze che gli ha impedito, in questi anni, di tutelare gli interessi del nostro Comune e delle nostre oasi naturalistiche, pretendendo la realizzazione degli interventi necessari. E i risultati purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Fa la voce grossa, il sindaco, e dopo aver incassato una pesante sconfitta alla richiesta di non procedere alla nomina di un nuovo membro del Comitato Esecutivo del Parco, grazie al pugno duro della parte ferrarese, fa dimettere i rappresentanti da lui stesso nominati da tale organo di gestione: Mara Roncuzzi e Alessandro Barattoni, suoi fedelissimi. Ma ogni suo tentativo di celare le sue mancanze viene svelato dal suo stesso menefreghismo nei confronti del Parco del Delta del Po, che lo inchioda alle sue responsabilità. De Pascale dimentica anche di dire ai ravennati che sono creditori di oltre 350.000 euro nei confronti del Parco. Questo, infatti, é il debito che l’Ente ha accumulato nei confronti del nostro Comune per i lavori da esso effettuati per conto dello stesso Parco. Soldi che, neanche a dirlo, devono essere riscossi senza ulteriore indugio, anche mediante al ricorso del recupero forzoso, se necessario. E, come abbiamo già fatto in passato, chiediamo nuovamente alla Regione Emilia-Romagna di revocare immediatamente la concessione al Parco del Delta del Po, nei modi già previsti dal disciplinare di concessione, della Valle della Canna e di Punta Alberete e che, conseguentemente, provveda alla loro gestione diretta, essendo la maggior parte della Valle della canna di proprietà regionale, così da potere effettuare tutti gli interventi e gli investimenti necessari atti a ripristinare le migliori condizioni ambientali. Tale condizione potrebbe essere ancor più resa efficiente dall'attivazione del volontariato garantito dalle associazioni che manifestino la loro volontà. Altro che la nascita di un nuovo ente inutile, costoso e inefficiente sulla falsariga del Parco del Delta del Po in chiave ravennate. Un nuovo ente che per volontà di chi lo propone, leggasi il Pri, serve solo per pagare indennità al Presidente, gettoni di presenza ai consiglieri, indennità ai sindaci revisori e costosi stipendi con relativo appesantimento della burocrazia. Il Presidente Stefano Bonaccini faccia assumere la gestione diretta della Valle della Canna e dell’Oasi di Punta Alberete alla Regione e realizzi tutti gli investimenti necessari che in questi anni non sono stati eseguiti per colpa dell’indifferenza del sindaco Michele de Pascale.

Veronica Verlicchi, capogruppo La Pigna

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