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Violenze in aumento: "Le donne continuamente discriminate sui social media"

Redazione

Ringrazio, a nome mio e del gruppo consiliare del Partito Democratico, l’Amministrazione comunale per tenere alta l’attenzione su un tema così sconvolgente come la violenza di genere. Ricordo infatti, alle colleghe e ai colleghi consiglieri, che non più di un anno fa, in seduta abbiamo ricordato la nostra concittadina Elisa Bravi, vittima di femminicidio. E in questo anno trascorso qualcosa è cambiato? Sì, è cambiato, ma in peggio.

La pandemia non ha aiutato le donne, anzi, i casi di violenza sulle donne sono aumentati, causati dalle imposizioni di stare chiusi in casa. Perché è proprio tra le mura domestiche che il maggior numero di violenze avvengono. Quelle mura che, nell’immaginario collettivo, sono il simbolo della protezione, per molte donne sono state, sono e saranno, il simbolo del loro male.

Oggi però vi voglio portare su un altro piano, un’altra “stanza” dove le donne vengono continuamente, giornalmente e ingiustamente sottoposte a discriminazioni e abusi: i social media. E’ di pochi giorni fa la notizia di un video hard che una donna ha inviato a colui che amava ed è finito su una chat del calcetto. Perché sottolineare che questa persona fosse una maestra? Solo per la per rendere noto che la cosa aveva causato il suo licenziamento? O forse perché semplicemente era una donna?

E sapete cosa è derivato da questa notizia? Che il video più ricercato, nei giorni successivi, su alcune piattaforme online, fosse proprio quello.
Sempre sui quotidiani abbiamo letto di quanto è accaduto alla fotografa Letizia Battaglia per le sue foto pubblicitarie di Lamborghini. Letizia aveva il compito di immortalare le auto nella sua Palermo, quella Palermo che lei ritiene un’eterna bambina e per questo, in ogni scatto, ha inserito le sue modelle: ragazze/bambine, bambine/adolescenti colte proprio in quel momento di passaggio tra la fanciullezza e l’età adulta. E anche in questo caso una scia di commenti sessisti, pieni di cliché, ha invaso la rete. Ma attenzione: i commenti non sono sempre provenienti da mano maschile. Quelli più aberranti, più umilianti, più accusatori nascono proprio dalla mano di noi donne.

E’ ora di dire basta! Gli stereotipi non valgono più, siamo nel 2020, stiamo affrontando una pandemia mondiale che già di per sé ci sta destabilizzando, e continuiamo ancora a pensare che sia d’obbligo la gonna lunga, che i lavori di casa spettino a noi, che il marito abbia il diritto di essere stanco la sera dopo il lavoro, che dobbiamo essere perfette esteticamente in ogni momento. No, non è così.
Noi dobbiamo semplicemente essere vere, perché nel vero, nel naturale, cresce il sano e, a meno che non intervenga anche qui la mano umana, solo noi facciamo crescere in grembo il futuro.

E noi dobbiamo impartire a questo futuro il corretto modo di relazionarsi, e solo se parte da dentro noi stesse si otterrà il giusto risultato. Quindi, cari colleghi, vi chiedo di far si che questo organo dimentichi i suoi connotati politici, ogni qualvolta si parli di violenza di genere e vi prego di non far mai accadere quanto successo in consiglio comunale a Parma, dove un consigliere, esponente di Fratelli d’Italia, durante la diretta streaming della seduta, proprio mentre veniva discussa una mozione contro le discriminazioni di genere, ha pubblicato sul suo profilo di un noto social la foto di un sedere maschile a fianco a quella dei consiglieri comunali. Siamo avversari politici, ma al di fuori della sala del consiglio o di questa stanza virtuale, siamo esseri umani.

Claudia Tassinari - Consigliera comunale di Bagnacavallo

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