Giovedì, 24 Giugno 2021
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Quando da Ravenna a Forlì si viaggiava in tramvai: un sogno lungo 50 anni

A 140 anni dalla prima storica inaugurazione, si ripercorre l'epopea della metropolitana di superficie che collegava i due capoluoghi romagnoli

Mentre ancora oggi si pensa a come riqualificare il collegamento tra Ravenna e Forlì, oggi possibile solo in auto o in bus su via Ravegnana, 140 anni fa si gettavano le basi di una storica linea di trasporto pubblico romagnolo su rotaia. Era infatti il 1881 quando venne inaugurato il primo tratto di un grande progetto di collegamento fra l'entroterra romagnolo e il mare attraverso una tranvia. Quella prima inaugurazione interessava l'itinerario Meldola-Ronco-Forlì, ma solo due anni dopo il viaggio si sarebbe allungato fino a Ravenna.

Si trattò di uno sviluppo epocale per il territorio, con le due città capoluogo, distanti una trentina di chilometri, finalmente unite da un trasporto su binari. Un sogno durato circa 50 anni e che poi si dissolse senza essere sostituito da un analogo mezzo di comunicazione.

L'idea di un tram romagnolo

Tutto ebbe inizio nel 1879, anno in cui l'ingegner Giulio Romagnoli di Forlì e Giovanni Brusaporci di Meldola svilupparono un progetto di collegamento via terra che avrebbe permesso all'economia romagnola di trarre grandi vantaggi, oltre che a permettere a un gran numero di cittadini di spostarsi liberamente. Si era infatti in un'epoca ben lontana dalla grande diffusione di automobili cui oggi siamo abituati e si può dire che allora, il collegamento fra tutte queste città fosse possibile solo in bicicletta o a cavallo.

La linea tranviaria interurbana a vapore Meldola – Ravenna venne infine inaugurata il 10 novembre 1883 con l'apertura al servizio passeggeri, mentre per il trasporto merci si dovette attendere l'anno seguente. Nel 1885, inoltre, il progetto assunse una nota "internazionale", visto che Giovanni Brusaporci cedette la concessione alla Société Anonyme des Tramways des Romagnes, società belga che, con l'acquisto di nuovi veicoli, dette grande impulso alla linea.

Il viaggio in tramvai e le fermate

Così a partire dal 1883 i passeggeri romagnoli usufruirono della nuova tranvia. Il percorso
da Ravenna a Forlì (e viceversa) era una grande possibilità per molte persone, anche se il viaggio non poteva certo dirsi veloce. Si impiegavano circa 98 minuti per raggiungere il porto ravennate da Forlì. La locomotiva infatti viaggiava tra gli 11 e i 18 km orari e nei centri abitati non superava i 6 km l'ora. Un mezzo non proprio rapido, tant'è che si generò un modo di dire: ogni volta che si incontrava qualcuno procedere lentamente, si diceva "Cvel l'è un tramvai".

Tranvia_Forlì-Ravenna- fermata ponte Cella-2

La lentezza però veniva compensata da un indubbio vantaggio, e cioè una copertura capillare del territorio con fermate anche all'interno del centro urbano. A Ravenna, per esempio, c'era una fermata di fronte al Teatro Alighieri (e ancora oggi si possono notare le tracce della tranvia lungo via Gordini). Oltre ai due capilinea nei capoluoghi, la tranvia presentava anche diverse fermate intermedie lungo la Ravegnana, per cui uscendo da Ravenna il convoglio si fermava a Longana, Ghibullo, Gambellara, Coccolia, Durazzanino e Ospedaletto, per poi concludere la sua corsa nell’attuale piazzale Indipendenza a Forlì. Circa ogni 3 chilometri era presente un cantoniere, mentre a bordo della locomotiva c'erano il macchinista e un addetto che con un fischio segnalava l'arrivo del tram.

La fine di un sogno

La tranvia continuò a operare anche agli inizi del Novecento e, verso il 1914, al tracciato proveniente da Meldola si aggiunse un ulteriore tronco, più esterno, destinato ai soli treni merci diretti alla Darsena di Ravenna. Ma la fortuna del tramvai stava per finire. La prima guerra mondiale causò i primi guai al collegamento con il blocco del porto di Ravenna (bombardato già nei primi giorni del conflitto). La guerra causò anche una riduzione delle forniture di carbone, con la conseguente decisione di interrompere il servizio nel giugno 1917.

Nel 1918 la tranvia riuscì a ripartire, ma il suo successo non fu più lo stesso. La diffusione dei trasporti su gomma, decisamente più veloci del vecchio tramvai, causarono una diminuzione degli affari che portarono a una diminuzione dei dipendenti già a metà degli anni Venti. La fine del sogno giunse nel fatidico 1929, anno della grande Depressione che colpì l'intera economia mondiale. In quell'anno si tenne l'ultimo viaggio del tramvai Ravenna-Forlì.

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