Calcio, Zaccaroni allenatore della "rinascita" per l'Alfonsine

Dopo la coppia Cotroneo-Patelli, l’Alfonsine continua sulla medesima strada: a guidare la prima squadra sarà Zaccaroni, esperto allenatore con licenza Uefa A

Dopo la coppia Cotroneo-Patelli, l’Alfonsine continua sulla medesima strada: a guidare la prima squadra sarà Zaccaroni, esperto allenatore con licenza Uefa A. Il suo curriculum di mister è davvero lungo, e parla di Lavezzola, Sasso Marconi, Anzolavino, Massa Lombarda, ma anche di Ribelle e Axys Zola, passando invece alla quarta serie. Uomo dalla gran personalità, laureato in scienze motorie ma imprenditore nella vita; si definisce “malato di calcio”, perché sebbene molto impegnato a livello lavorativo, non riesce a star lontano dal rettangolo verde.

La prima parola che emerge dalla conversazione con lui è “ricostruire”: perché se ai tempi di Candeloro e Gori una certa ossatura venne mantenuta, qui si tratta di ripartire presso che da zero, con una squadra tutta nuova. E se il settore giovanile, per l’appunto, è curato dal duo Cotroneo-Patelli (con il primo impegnato anche come DS della prima squadra), a prendersi cura dei giocatori sul campo ci penserà lui. A breve verrà comunicato il suo staff, adattato alla zona in cui si troverà la prossima stagione l’allenatore. “Per quanto riguarda i giocatori, in Romagna ce ne sono moltissimi” ci spiega “non è un problema trovarne di adatti a noi. Stiamo ultimando gli accordi con quei cinque-sei elementi attorno ai quali costruiremo la squadra, utilizzando anche alcuni dei nostri giovani: avere elementi del territorio è importante”.

Il mondo del calcio non ha segreti per Zaccaroni, ambiente in cui sa muoversi molto bene e in cui è molto conosciuto. Ciò su cui si concentra, però, è il progetto: questa nuova Alfonsine che rinasce dalle ceneri di una retrocessione anomala, squadra che per lui non è fatta solo di allenamenti e partite, ma soprattutto di giusta mentalità, per procedere con un cammino fatto di concretezza, non di promesse al vento ma di fatti, con un occhio al budget disponibile senza oltrepassarlo (come spesso avviene). E qui emerge lo Zaccaroni imprenditore, che con l’esperienza ha imparato a ragionare in modo più equilibrato, a motivare (“ci sono moltissimi giocatori sottovalutati”), a pianificare come un generale più che a gettarsi a capofitto in una battaglia dagli esiti ignoti come un qualsiasi soldato, esprimendo sì coraggio ma poca ragione. E’ sicuro di sé, conscio delle proprie capacità e di ciò che servirà per questo progetto, e fa respirare non solo aria nuova all’ambiente biancazzurro, ma soprattutto tanta positività ed entusiasmo per una società pronta per decollare. Senza dubbio Enrico Zaccaroni si dimostra l’uomo giusto al momento giusto, sempre alla ricerca delle persone giuste per lo scopo da conseguire (“l’amicizia è una cosa, il calcio è un’altra”).
 

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