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Da Imola a Misano: Yuki Tsunoda continua a macinare chilometri con l'AlphaTauri

Il portacolori della Scuderia AlphaTauri, con base a Faenza, ha fatto il suo debutto al Misano World Circuit al volante di una ex Toro Rosso del 2018 brandizzata con i nuovi colori del team

Dopo esser tornato in pista all'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, continua la preparazione di Yuki Tsunoda al prossimo mondiale di Formula Uno. Il portacolori della Scuderia AlphaTauri, con base a Faenza, ha fatto il suo debutto al Misano World Circuit al volante di una ex Toro Rosso del 2018 brandizzata con i nuovi colori del team. "Questa sarà la mia stagione da rookie e spingerò al massimo fin dall’inizio per adattarmi il più possibile alla macchina - sono le parole del giovane samurai rilasciato al sito della scuderia manfreda -. Tuttavia, non ho paura di sbagliare: cercherò ovviamente di limitare gli errori, ma all’inizio sono inevitabili. Sono fiducioso di poter imparare dai miei sbagli, come ho dimostrato di saper fare l’anno scorso in Formula 2. Sono davvero felice di avere il supporto dei fan giapponesi e sono orgoglioso di poter rappresentare il Giappone sulla griglia, dopo Kamui Kobayashi nel 2014. Per quanto riguarda la pressione, me la metto da solo, quindi non cambia nulla a tal riguardo: voglio spingermi verso il successo".

La scalata tra le categorie Junior fino alla F1 è stata veloce. "Sono riuscito a vincere in ogni categoria nella quale ho corso - ricorda Tsunoda -. Quelle vittorie non sono state facili e hanno contribuito a rafforzare la mia fiducia. Anche in Formula 3, non mi aspettavo di vincere: era la mia prima volta in Europa e quattro piste erano completamente nuove per me. Non è stato facile, perché molti dei miei avversari avevano tanta esperienza su quelle piste. Mi concentravo sull’adattamento alla pista, al team e alla cultura. Alla fine, ho vinto a Monza in Formula 3 ed Helmut Marko ne è stato felice. Questo mi ha portato a fare il salto alla Formula 2".

"La scorsa stagione ho migliorato tutti gli aspetti del mio lavoro - confessa il nipponico -. Prima di tutto la mia guida, ma anche la mia mentalità e l’approccio alle gare. Penso di essere migliorato tanto durante la Formula 2. È stata un’ottima stagione, una delle migliori della mia carriera. Ho avuto un buon ritmo fin dall’inizio e potevo competere con avversari forti, ma mi è mancata la costanza fino a metà anno, quindi non sono riuscito a ottenere buoni punti nelle prime gare. Da metà stagione in poi, ho lavorato con un mental coach e abbiamo parlato molto di come mi preparo e del mio atteggiamento durante la gara, così come di altri fattori. Al termine della stagione, non ero ancora dovrei avrei voluto essere, ma ero migliorato davvero tanto dall’inizio dell’anno. I miei risultati in pista sono migliorati costantemente. All’inizio dello scorso anno – durante il rookie test, per esempio – faticavo con la gestione delle gomme rispetto ai miei compagni di squadra. Tuttavia, ho lavorato con il team e guardato le gare delle stagioni precedenti per imparare a gestire tutto al meglio. Il duro lavoro ha dato i suoi frutti, perché alla fine dell’anno ho ricevuto il premio Pirelli, che ha dimostrato i progressi fatti. So che il prossimo passo nella mia carriera nel motorsport non sarà facile, ma non vedo l’ora".

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