Venerdì, 25 Giugno 2021
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Giovane faentino campione di arrampicata: Giovanni Placci sogna la Coppa del mondo

"Mi piace lo sport e mi piacerebbe diventare allenatore di arrampicata. Spero di diventare un professionista e fare l'allenatore in seguito"

Dopo la vittoria del campionato giovanile nel 2018, adesso l'argento in Coppa Italia. Giovanni Placci, giovane promessa faentina dell'arrampicata sportiva, racconta il suo percorso e i suoi obiettivi. Classe 2001, dopo la maturità scientifica ha cominciato quest'anno - da grande sportivo - la facoltà di Scienze Motorie all'Università di Bologna, riuscendo a conciliare gli allenamenti agli studi anche grazie alla possibilità, nata durante la pandemia, di poter seguire le lezioni in differita.

Placci, l'arrampicata sportiva in Italia è trattata poco, soprattutto a livello mediatico. Lei come l'ha conosciuta e come ha iniziato a praticarla?

La palestra di arrampicata è praticamente attaccata a casa mia, saranno 200 metri, mia mamma mi aveva proposto di provarci. Pian pianino mi ha sempre più appassionato, quindi ho deciso di allenarmi e diventare forte. Avevo fatto un anno da piccolissimo, però diciamo che ho cominciato arrampicata in seconda media.

Allenamenti: quanti sono e come si svolgono?

Mi alleno due volte al giorno, tutti i giorni, a parte il weekend, in cui faccio un'unica sessione lunga poiché sto tutto il giorno via. 3 ore la mattina e 3 al pomeriggio: ora con l'università online gestisco le lezioni, che essendo registrate posso guardarle dopo. Quando facevo scuola, appena uscito facevo la prima sessione, poi la seconda di sera. Poi ovviamente corro, faccio stretching... non solo arrampicata, faccio anche molti esercizi.

Ci si allena solo al chiuso o anche all'aperto?

Entrambi, le gare sono solo al chiuso. Sono dei percorsi tracciati ogni volta diversi, mentre all'aperto, nella roccia, i percorsi sono sempre uguali, potresti provarli già prima. Io pratico tanto anche all'aperto, ci sono i gradi: ogni via ha un grado. La sfida è fare sempre il grado più difficile. Gli arrampicatori più forti del mondo sono più quelli che fanno gradi fuori che quelli che vincono le gare, quasi. La gara varia, dipende chi c'è, dov'era... mentre la via è sempre quella.

Nel nostro territorio c'è qualche bel posto per arrampicarsi?

Perticara, a Sant'Agata Feltria, vicino a Rimini. Lì ci sono delle falesi carine. Ci sarebbero anche altre falesi in Romagna, però sono più facili.

A chi dedica l'argento ottenuto in Coppa?

A mio fratello di 14 anni, anche lui arrampica con me. Ora non molto perché sono sempre via da Faenza, però abbiamo sempre arrampicato insieme. E' la persona più vicina a me nella mia vita, ne parliamo sempre, sogniamo insieme ed è bellissimo anche per lui il raggiungimento di questo risultato.

Il suo sogno nel cassetto?

Fare un po' di Coppa del mondo prima o poi, con la corda, la specialità che mi ha fatto raggiungere il secondo posto in Coppa Italia. Per l'arrampicata fuori invece, fare certe vie storiche, salite da gente forte, che sono un po' ovunque per il mondo, alcune mi affascinano per la roccia, le prese e i movimenti.

Si può vivere di arrampicata?

Sì, in Italia funziona che ti prendono nei gruppi sportivi come nello sci, quindi puoi entrare nella Polizia, o nell'esercito, dopo sei stipendiato e quindi professionista in tutto e per tutto. Poi ci sono gli sponsor, ma devi essere fortissimo o ci vivi parzialmente.

Un piano B ce l'ha?

Sì, io studio scienze motorie, mi piace lo sport e mi piacerebbe diventare allenatore di arrampicata. Spero di diventare un professionista e fare l'allenatore in seguito, in caso contrario diventare allenatore subito.

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