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L'Olimpia Teodora vuole tornare a vincere: "Le partite vanno onorate"

Tra Ravenna e Sassuolo l’unico precedente è in questo campionato quando, all’andata al PalaCanovi, terminò 2-3 (20-25, 25-21, 21-25, 25-23, 9-15) per capitan Bacchi e compagne.

Il giorno di Santo Stefano, alle ore 17.00, la Conad Ravenna gioca contro Sassuolo l’ultima partita casalinga del 2018. Quattro giorni dopo, domenica , a San Giovanni in Marignano si disputerà il ritorno del derby di Romagna. Per rivedere all’opera le ragazze di coach Nello Caliendo bisognerà attendere poi il 20 gennaio, quando al PalaCosta arriverà Cutrofiano. Domenica è arrivata la doccia fredda della sconfitta al tie break a Montecchio che ridimensiona le speranze di Ravenna di raggiungere la zona playoff. La matematica però ancora non condanna l’Olimpia Teodora ai playout, tuttavia bisogna essere realisti e restare con i piedi per terra: le prime quattro squadre della classifica sono a 23 punti e Torino è quinta a 21 con una partita in più da giocare.

Ravenna è a pari merito con Cutrofiano a 7 punti dalla zona playoff. Servirebbe un miracolo oramai per colmare il gap che separa la Conad Ravenna dalla quinta in classifica. Restano quattro partite da giocare e i 12 punti rimasti a disposizione dovrebbero essere conquistati tutti, sperando in molti passi falsi di qualcuna delle cinque squadre in vetta. Intanto, per onorare la maglia e la storia della pallavolo femminile ravennate, le ragazze di coach Caliendo cercheranno di ottenere contro Sassuolo quella vittoria che non viene centrata dallo scorso 25 novembre con Marsala. “È venuto il momento di essere realisti, non dobbiamo più guardare in alto, dobbiamo guardare giù. Cambiano gli obiettivi, è inutile girarci intorno - afferma Calendo -. Per noi i giochi sono fatti, non matematicamente, ma obbiettivamente per noi diventa quasi impossibile rientrare nelle prime cinque. Ciò non toglie che le partite che verranno avranno lo stesso valore di prima. La maglia va onorata, cosa che non sempre è stata fatta da alcuni elementi. Se la classifica dice che siamo da play out significa che la colpa è nostra. Ed ora che siamo da playout è inutile e assurdo pensare di non giocare con Sassuolo o San Giovanni in Marignano perché anche vincendo porteremmo a casa punti che non servono nella seconda fase. Un professionista non si comporterà mai così e noi non lo faremo. Voglio rimarcare fino alla fine i valori dell’attaccamento alla maglia e ai colori. Siamo tutti dispiaciuti di non giocare per un obiettivo alto, ma ci siamo messi noi in questa condizione e ora dobbiamo continuare a lavorare perché un vero professionista fa il suo dovere fino in fondo”.

Tra Ravenna e Sassuolo l’unico precedente è in questo campionato quando, all’andata al PalaCanovi, terminò 2-3 (20-25, 25-21, 21-25, 25-23, 9-15) per capitan Bacchi e compagne. In quella occasione l’Olimpia Teodora si rese protagonista di una vera e propria impresa in casa dell’allora capolista, brillando soprattutto in fase di ricezione e mettendo Martha Zamora (che sostituiva l’allora infortunata Mendaro) nelle condizioni di depositare a terra 25 palloni e di essere top scorer della partita. Gioli firmò 18 punti, Aluigi 16 e Bacchi 15, ma tutta la squadra girò a meraviglia e dette prova di grandissima determinazione. Tra le emiliane si misero in mostra l’opposto Obossa con 21 segnature e la giovane centrale Squarcini con 17. Il giorno di Santo Stefano, tutta la tifoseria ravennate che approfitterà del giorno festivo per accorrere al PalaCosta sarà un prezioso supporto per la squadra che ce la metterà tutta per tornare alla tanto sospirata vittoria.  

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