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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Sport

La Fondazione Giovanni Strocchi dona un defibrillatore alla palestra Morigia

Folta la rappresentanza del mondo dello sport, a partire dai vertici della fondazione Panathlon International di cui Giovanni Strocchi era stato instancabile animatore

Nel decimo anniversario della morte dell'avvocato Giovanni Strocchi, la Fondazione a lui intitolata del Distretto Italia del Panathlon International ravennate, ha deciso di donare un defibrillatore salvavita semi automatico per dotazione alla palestra dell’Istituto tecnico per geometri C. Morigia di Ravenna intitolata, nel 2009, proprio a Giovanni e al padre Gino, benemeriti dello sport prematuramente scomparsi.

“Un appuntamento per ricordare un vero amico dello sport che resta di esempio per le nuove generazioni per l'attaccamento ai valori di lealtà, di correttezza, compostezza e professionalità”, commenta l'assessore provinciale allo sport, Paolo Valenti che ha presenziato alla cerimonia di consegna del defibrillatore, insieme a familiari, autorità, dirigenti sportivi e scolastici, una rappresentanza degli studenti dell’istituto diretto da Antonio Grimaldi. Era presente la vedova di Giovanni Strocchi, signora Maurizia.

Folta la rappresentanza del mondo dello sport, a partire dai vertici della fondazione Panathlon International di cui Giovanni Strocchi era stato instancabile animatore: la Fondazione col suo presidente Gianni Bambozzi e i membri del c. d.a.; il Panathlon con Il Governatore dell’Area 5 del Distretto Italia (Emilia-Romagna e Marche) Giorgio Dainese; il Coni con il presidente regionale Umberto Suprani.

GIOVANNI STROCCHI (1 luglio 1944 - 8 gennaio 2004) - Avvocato penalista fra i più accreditati e valenti del foro di Ravenna e dirigente sportivo dalle larghe vedute e da visioni, in certi casi, profetiche: questo, in estrema sintesi, il ritratto di Giovanni Strocchi, figlio primogenito di Gino Strocchi. Nel campo sportivo ha saputo emergere soprattutto nel Panathlon: presidente del Club ravennate dal 1995 al 1999, fece fare il salto di qualità al sodalizio, fondato nel 1958 da un gruppo di sportivi, fra cui il padre. Dal 2000 al giorno della sua immatura scomparsa è stato governatore del Quinto Distretto Panathlon (Emilia-Romagna-Marche-S.Marino, composto da una trentina di club).

In questa veste si mise in evidenza per l'attenzione verso i grandi temi dello sport nazionale, senza tralasciare mai gli aspetti riguardanti le singole realtà locali. Uno dei valori dello sport, cui si dedicò particolarmente organizzando meeting, convegni e riunioni nelle scuole, fu il fair play, diventandone anche uno dei principali fautori in seno allo stesso Panathlon International, in cui negli ultimi tempi era stato nominato responsabile dei Governatori distrettuali italiani in seno al consiglio direttivo. Un personaggio, di cui si sente ancora la mancanza per chiarezza di idee, combattività e carisma.

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