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Si alza il sipario sulla Maratona del Lamone: tra le novità anche una gara di corsa "all'indietro"

Tra le novità della Maratona del Lamone, oltre alla prima gara sperimentale di retrorunning (corsa all’indietro, su un tracciato di 1500 metri), c’è anche il primo atleta burundiano

La 43esima edizione della corsa del Gs Lamone ha tolto i veli, tra tante conferme e qualche novità, come la gara sperimentale di retrorunning. Tra le novità della Maratona del Lamone, che si disputerà domenica 14 aprile, oltre alla prima gara sperimentale di retrorunning (corsa all’indietro, su un tracciato di 1500 metri) alla presenza della banda Città di Russi, che prima dello start intonerà l’inno di Mameli e degli 'sciucaren' che in piazza Nuova a Bagnacavallo attenderanno il passaggio dei maratoneti intrattenendo il pubblico con le loro magiche fruste, c’è anche il primo atleta burundiano che si affaccia sulle strade del Lamone. Si tratta di Celestin Nihorimbere, 26enne tesserato per l’Atletica Brugnera, che vanta un primato sulla distanza di 2.15’04”, due volte secondo nella Maratona di Padova e vincitore della maratonina di Cittadella. La maratona quest’anno assegna anche il titolo nazionale Uisp.

Nel gruppo degli oltre 600 iscritti (+25% rispetto all’edizione record dell’anno scorso a meno di due settimane dallo start), Nihorimbere se la dovrà vedere con i primi due classificati della Rimini Marathon, peraltro vecchie conoscenze della Maratona del Lamone: Mohamed Hajjy (due vittorie e due terzi posti a Russi dal 2013 al 2017) e Youness Zitouni (che a Russi ha vinto l’anno scorso). Altri big in gara sono Giuseppe Del Priore, esperto e competitivo runner, Stefano Velatta, tra i migliori ultramaratoneti d’Italia che ha iniziato il 2019 vincendo la Maratona di Crevalcore, Andrea Zambelli, impostosi nell’ultima 100 km del Passatore, spezzando il dominio durato 12 anni di Calcaterra, e il campione italiano della 100, Matteo Lucchese, entrambi a collaudare gamba e ritmo in vista della Firenze-Faenza, che chiuderà, come al solito, il Trittico di Romagna, giunto all’11esima edizione, inaugurato proprio dalla Maratona del Lamone e poi completato dalla 50 km di Romagna (in calendario il 25 aprile): nell’occasione è stato premiato Pietro Mazzanti, socio e tesserato Gs Lamone, unico ad aver completato tutte e dieci le edizioni. Tra le donne, hanno annunciato la loro presenza Federica Moroni, campionessa italiana di 50 km e Giulia Montagnin, specialista delle corse in montagna.

Ancora top secret i nomi dei big in lizza nella Cinquemila per Russi, partita come evento collaterale e cresciuta nel tempo per qualità e competitività fino a diventare oggi una corsa nella corsa, che premierà oltre la metà dei partecipanti nelle sei categorie rappresentate. Completano il programma della giornata le gare per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni del 27esimo Gran Premio Promesse di Romagna – Trofeo Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna (start alle ore 9.05); il sesto nordic walking con istruttore in un percorso storico-naturalistico di 10 km in collaborazione con la Pro loco di Russi (partenza alle ore 9.10).

Per il secondo anno, la Maratona del Lamone, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, lancia una iniziativa di solidarietà. Le Camminate podistiche a seguito della Maratona su percorsi di  4, 8 o 12 km (al via alle ore 9) sono tutte inserite nel pacchetto delle Camminate della salute e della solidarietà, finalizzate quest’anno a raccogliere fondi per sostenere il progetto dello Ior “La scuola a casa” dedicata ai pazienti dell’Oncologia pediatrica che per affrontare la malattia non possono recarsi a scuola. Chi paga l’iscrizione di 2 euro partecipa alla camminata e riceve come omaggio una confezione di piadina; chi paga un’iscrizione di 5 euro, partecipa alla camminata, riceve una confezione di piadina e un gadget offerto dalla Coop e aderisce al progetto di solidarietà (i tre euro in più andranno a sostegno del progetto dello Ior).

Visto il successo riscosso nelle edizioni precedenti, il Gs Lamone ha deciso di riproporre la medaglia artistica, in pezzi unici, per tutti coloro che taglieranno il traguardo della Maratona, e la maglietta-gara, inserita nel pacco gara, che verrà consegnata a tutti i partecipanti al ritiro del pettorale. Il disegno applicato su medaglia e maglietta rappresenta due mani che formano un cuore, vicino alla porta Nuova di Russi con due podisti che corrono verso la caveja, simbolo della Romagna. Per il quarto anno l’Avis, a sua volta, metterà in palio l’omonimo trofeo, che verrà assegnato al primo e alla prima maratoneta residente a Russi che taglierà il traguardo della Maratona.

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