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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Sport Russi

42,195 chilometri tutti di un fiato: edizione record per la 41esima Maratona del Lamone

Al via puntuale delle 9 in Piazza Farini circa 2800 atleti, di cui 800 (è record assoluto) in gara nella 42,195 chilometri

La Domenica delle Palme è stata arricchita dalla 41esima edizione della Maratona del Lamone. Al via puntuale delle 9 in Piazza Farini circa 2800 atleti, di cui 800 (è record assoluto) in gara nella 42,195 chilometri. Il resto del plotone ha impreziosito e rafforzato il prestigio e la fama delle altre iniziative allestite dal GS Lamone: la 5000 per Russi, giunta alla 24esima edizione (partenza alle ore 10.30), da quest’anno Primo Trofeo Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese, le camminate non competitive di 10 e 3 chilometri(partenza alle 9.30); il 4° nordic walking con istruttore in un percorso storico-naturalistico di 10 chilometri (partenza alle 9.05); le gare per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni del 25° Gran Premio Promesse di Romagna - Trofeo Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna (start alle ore 9.05).

Tra gli aspetti di curiosità legati a questa edizione, si segnala la medaglia artistica - raffigurante l’immagine di Porta Nuova attraversata dalla corsa nei primi km – che è stata consegnata a tutti gli atleti che taglieranno il traguardo della Maratona, e il servizio pace-maker attraverso il gruppo “Pacer, gli originali volontari del sorriso”, veri e propri angeli custodi degli atleti in gara che hanno svolto il compito di assistere, incitare, tenere un ritmo costante durante tutta la gara e condurre gli atleti al raggiungimento del loro obiettivo personale.

Maratona - Pronostici rispettati nella corsa maschile. Per il 14° anno di fila, la 42 km del Lamone si conferma terreno di caccia preferito degli atleti africani. Vince il keniano Mungai Kagia, alla sua prima Maratona del Lamone, con un tempo (2.16’13”) superiore di soli 4 secondi al record della corsa, stabilito da Kipkering nel 2008. Secondo posto per il marocchino Tariq Bamaarouf, e terzo posto per Mohamed Hajjy, al quarto podio consecutivo a Russi dopo le vittorie del 2014 e 2016 e il terzo posto del 2015. Giù dal podio il connazionale Youness Zitouni, vincitore dell’ultima Maratona di Ravenna. Nessuna sorpresa nemmeno nella gara femminile. L’attesa Laura Gotti ha messo tutte in fila, chiudendo con un 2.49’40” che oltre ad essere il suo nuovo personale è anche il secondo miglior crono degli ultimi 14 anni, dopo il 2.45’55” segnato da Monica Carlin nel 2007. La bresciana ha preceduto la riminese Federica Moroni e la sorpresa maltese Attard Pulis.

La cronaca della corsa - Tornando alla gara maschile, gli attesi protagonisti si sono messi subito in luce divisi in due gruppi, ma poco distanti, con davanti il keniano Samson Mungai Kagia ed Hajjy, seguiti dagli altri 2 marocchini Bamaarouf e Zitouni, mentre gli italiani Armuzzi, Del Priore, Serasini e Velatta sono stati più guardinghi. Tra le donne invece si mette in evidenza Attard Pulis, spaventando le favorite Laura Gotti e Moroni, che però gradualmente ricuciono il divario. A metà strada tra gli uomini Mungai Kagia transita in 1.07’10”, con un margine di 5” sul campione in carica ed 1’20” su Bamaarouf, mentre nel settore rosa Moroni (1.23’55”), precede di un solo secondo Gotti, mentre la maltese accusa 28”. Davanti c’è gara sino al 34° km, fiutando il nuovo record del percorso (2.16’09”), ma Hajjy alla quinta 42 km dell’anno rifiata, lasciando solo il 33enne degli Altipiani, che non si scoraggia, tanto che nell’ultimo tratto, anche spinto dalla veemente rimonta di Bamaarouf, continua nell’azione e sul traguardo il suo crono è più alto rispetto a quello di Kipkering (2008) di soli 4”. Stupisce anche Bamaarouf, che inanella il nuovo personale issandosi al quarto posto di sempre, mentre Hajjy (a 2’20”), riesce a salire sul podio per il quarto anno consecutivo. Dietro a Zitouni (a 5’05”), il cesenate adottivo Del Priore, in 2.30’27” sigla il personale e si colloca primo tra gli italiani, davanti a Velatta, D’Innocenti e gli altri romagnoli Gurioli (2.42’12”), Di Nunzio (2.45’50”), Serasini (2.46’47”), Focchi, Nuti, Casadei e Lolli, il quale si aggiudica la graduatoria M50-55, al pari di Gardelli (Over 60), che ha festeggiato la 200ª 42 km in carriera. Kagia è il quarto keniano ad imporsi in piazza Farini dopo Mutai, Kipchumba e Kipkering e al Kenya appartengono i tre migliori crono della Maratona del Lamone.

Le 110 donne partite si sono inchinate alla bresciana Gotti, autrice di una seconda metà d’autore, portando il proprio nuovo limite a 2.49’40” e distanziando la riminese Federica Moroni di 7’09”, la Attard Pulis di 9’50”, la longianese Samantha Graffiedi di 22’42”, mentre la debuttante Elisa Zannoni, chiude in 3.18’23”. 

5.000 per Russi. Non si smentisce il Circuito, che ha presentato un parco atleti di assoluto valore, e ha regalato la vittoria in volata alla stellina della Sacmi Avis ImolaSimone Bernardi, che ha chiuso col tempo di 14’47”, quarto miglior crono di sempre, davanti ad Alberto Della Pasqua (giunto con 7” di ritardo), e a Luca Facchinetti, Gianluca Borghesi e Vadym Shtypula, vincitore della scorsa edizione, e tra le donne a Valentina Facciani, portacolori della Calcestruzzi Corradini, dopo una corsa sempre in testa, chiusa in 17’16”, anche questo uno dei migliori tempi della manifestazione, a scapito di Nadiya Chubak (seconda a 49”) e Silvia Laghi, terza.

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