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Tennis, Sara Errani positiva ad uno stimolante: "L'unica ipotesi è una contaminazione del cibo"

All'atleta di Massa Lombarda è stata riscontrata la positività ad uno stimolante, l'anastrozolo

Sara Errani positiva ad un test antidoping effettuato lo scorso febbraio. All'atleta di Massa Lombarda è stata riscontrata la positività ad uno stimolatore ormonale e metabolico usato normalmente per trattare i carcinomi al seno. La Federazione Internazionale ha squalificato la tennista per due mesi a partire dal 3 agosto. A seguito di questa decisione potrà quindi tornare in campo dal prossimo 4 ottobre. Per la tennista è un periodo particolarmente difficile: l'azzurra, infatti, non ha brillato nei vari tornei che si sono disputati a Parigi, Bol, Maiorca, Eastbourne, Wimbledon, Bastad e Washington. Tuttavia nell'ultima settimana era rientrata nella top 100 della classifica mondiale. "Non ho mai assunto, nella mia vita e durante la mia carriera, nessuna sostanza proibita", ha scritto Errani attraverso i social network in attesa di una probabile conferenza stampa.

Quindi ha anche tenuto a precisare che il letrozolo "è una sostanza presente in un medicinale che mia madre assume dal 2012, e che è presente a casa nostra: l’unica ipotesi è una contaminazione del cibo consumato all'interno della nostra casa. Insieme ai miei famigliari abbiamo cercato di capire come possa essere avvenuta questa contaminazione, dato che sono sicura al 100% di non aver assunto una pastiglia per errore". Questa ipotesi, continua Errani, "è stata ulteriolmente supportata da un test sui capelli, al quale mi sono volontariamente sottoposta". Dagli accertamenti sarebbe emerso che "la quantità che ho involontariamento ingerito era inferiore a quella di una singola compressa, in accordo con un'ingestione accidentale di una porzione di cibo contaminato". Tuttavia i risultati di queste prove non sono stati ammessi, spiega la tennista, "per via di un cavillo legale".

Continua Errani: "Ho dettagliamente esposto le circostanze al Tribunale, che ha convenuto sui seguenti punti: la contaminazione del cibo è stata la causa della mia positività al test; non c'è evidenza del fatto che io abbia intenzionalmente violato le regole anti-doping; non c'è evidenza del fatto che il Letrozolo migliori le prestazioni atletiche di una tennista di sesso femminile". L'atleta confessa di sentirsi "frustrata, ma posso solamente cercare di essere forte ed aspettare che questo periodo arrivi a conclusione. "Sono molto arrabbiata ma allo stesso tempo in pace con la mia coscienza, assolutamente consapevole di non aver fatto nulla di male e di non aver commesso nessuna negligenza nei confronti del programma antidoping".

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