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Superbike, Melandri sfata il tabù Imola: finalmente il podio. Domina Davies

Al 14esimo giro il colpo di scena, con la gara interrotta per un bruttissimo incidente accorso ad Eugene Laverty.

Marco Melandri finalmente sfata il tabù di Imola. Il ravennate ha partecipato alla festa di Chaz Davies, dominatore di Gara 1, salendo sul gradino più basso del podio. Superlativa la partenza del numero 33, che al semaforo verde in un sol boccone si è liberato delle Kawasaki di Jonathan Rea e Tom Sykes e della Mv Agusta di Leon Camier. Per alcune tornate lo stato maggiore di Borgo Panigale,  presente all'Enzo e Dino Ferrari con l'amministratore delegato Claudio Domenicali, col top manager Luigi Dall'Igna e col direttore sportivo Paolo Ciabatti, ha accarezzato l'idea di una doppietta. Melandri si è dovuto arrendere all'attacco pulito di Rea, arrivato dopo qualche tornata alla Variante Alta.

Al 14esimo giro il colpo di scena, con la gara interrotta per un bruttissimo incidente accorso ad Eugene Laverty. Il nordirlandese ha avuto un contatto alla discesa della Rivazza con la Yamaha di Alex Lowes in un punto dove la punta massima è di 280 km/h. Il numero 50 è scivolato sull'asfalto, mentre la sua Aprilia ha proseguito nella corsa impattando contro le barriere protettive. Nel botto la moto ha preso fuoco. Laverty ne è uscito con qualche acciacco e visita di controllo al Medical Center. L'esposizione della bandiera rossa ha di fatto congelato le posizioni, con Melandri terzo davanti a Sykes. "Non ero a completamente a posto - ha commentato l'ex campione del mondo della 250cc -. "All'inizio ero in difficoltà, perchè la moto saltava pareccgio. Man mano che calava la benzina è andata meglio e speravo di raggiungere Rea. Poi è arrivata la bandiera rossa. Comunque non avrei sperato nel podio. Ora pensiamo a Gara 2".

Superbike a Imola, le emozioni di Gara 1 (foto di Cristiano Frasca)

LA GARA - Gara 1 è stata una passeggiata per Davies, intenzionato ad emulare il weekend dello scorso anno per raddrizzare un mondiale già nelle mani di Jonathan Rea. Sulla pista di casa, davanti ad un gran pubblico, la Ducati ha asfaltato la Kawasaki. Dopo aver conquistato la Superpole, il trentenne gallese è stato perfetto dal semaforo verde fino alla bandiera a scacchi. Con questa vittoria, la 22esima nel campionato delle derivate di serie, il numero 7 della Ducati ha ridotto a 79 punti il gap dal leader Rea.

Gara di cuore per Leon Camier, che ha portato la Mv Agusta al sesto posto davanti alle Yamaha di Michael Van Der Mark e Lowes. Completano la top ten Ramos e Stefan Bradl (Honda). Savadori non è riuscito a confermare la decima piazza della Superpole, chiudendo dodicesimo alle spalle del sammariense Alex De Angelis. A punti anche Alex De Rosa e Ayrton Badovini, che hanno chiuso al 14esimo e quindicesimo posto. Non ha preso il via Jordi Torres per una gastroenterite.

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a cura di Giovanni Petrillo

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