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L'emozionante Maratona di Claudio in carrozzina: "Una gioia e un orgoglio indescrivibili" - VIDEO

"Ci siamo trovati in migliaia spalla a spalla, senza differenza di classe sociale, fede politica o religiosa, colore della pelle, sesso: una cosa bellissima"

 

Dopo averci emozionato con il racconto della sua esperienza alla spiaggia accessibile di Punta Marina, Claudio ha deciso di condividere un'altra toccante esperienza. Il 53enne ravennate, infatti, ha partecipato alla Maratona di Ravenna Città d'Arte a bordo della sua sedia a rotelle. Claudio ha perso l'uso delle gambe, delle braccia e della parola nel 1983, quando di anni ne aveva appena 17, mentre sciava durante una settimana bianca in famiglia.

"Domenica ho preso parte anch’io alla Maratona di Ravenna Città d’Arte, e nel dire anch’io mi si gonfia il petto per l’orgoglio: perchè, al di là dell’evento sportivo di per sè importante, vi è un grandioso, oserei dire epico, evento umano che consente anche a uno come me - che ero uno sportivo praticante e che ora, a causa di un incidente accadutomi proprio durante la pratica di uno sport che amavo e amo tuttora - che si trova escluso dalla quasi totalità delle pratiche sportive di sentirsi inserito in qualcosa di sportivamente grandioso, un’apoteosi di ciò che il padre delle moderne Olimpiadi De Coubertain sintetizzava nella famosissima frase: “L’importante è partecipare, non vincere”".

"Così, pochi minuti prima del via - racconta Claudio - ci siamo trovati in migliaia spalla a spalla, senza differenza di classe sociale, fede politica o religiosa, colore della pelle, sesso: una cosa bellissima, dal fulmine nero professionista che ha come obiettivo il record alla mamma con il figlio neonato in carrozzina, ai nonni con i nipoti, dal pensionato con la pancetta all’adolescente con lo skateboard. Ero insieme ai miei amici e fratelli rugbisti, che ancora oggi a 50, 60 o 70 anni si mettono in gioco per spingere me che sono uno di loro, anche se sono in sedia rotelle. La città, poi, si scopre diversa percorrendo a piedi zone che solitamente sono riservate alle auto: per me è stata una sensazione indescrivibile di gioia e orgoglio esserci, per la quale ringrazio tutti, a partire da coloro che hanno spinto la carrozzina, a chi si è speso per organizzare una cosa tanto speciale, entusiasmante e, almeno per me, gratificante e inclusiva, fino alla mia famiglia che mi ha permesso di partecipare, a tutti i partecipanti e all'associazione Disabili in Corsa che mi ha prestato la speciale carrozzina che ho utilizzato".

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