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Ricrea il centro medievale del paese dell'anteguerra: "Vorrei donarlo al Comune, ma non lo vogliono..."

Ha riprodotto fedelmente il paese in cui ha vissuto tutta la vita, Solarolo, e ha deciso di donare l'opera d'arte ai suoi compaesani

 

Ha riprodotto fedelmente il paese in cui ha vissuto tutta la vita, Solarolo, e ha deciso di donare l'opera d'arte ai suoi compaesani. E' la storia di Ofelio Zannoni, anziano in pensione che ha creato un plastico in legno di tre metri per tre che raffigura l'antico centro medievale anteguerra di Solarolo, il suo paese.

"Prima della guerra, Solarolo era un paese molto carino, poi è stato raso al Suolo - spiega Matteo Carati, giovane appassionato di storia cresciuto a Solarolo e attualmente residente a Barcellona, che ha preso a cuore la storia dell'anziano - Ofelio ha ricostruito in un plastico il paese com'era prima della guerra. Quando ho saputo di questo plastico ho contattato subito Ofelio, e lui mi ha raccontato delle 'disavventure' che ha avuto con i vari sindaci durante gli anni".

"Ho costruito il plastico 13 anni fa - spiega Ofelio - Ho sempre lavorato nel legno e quando sono andato in pensione era difficile non fare niente... Ho parlato con ben tre sindaci negli anni, che mi hanno sempre promesso che avrebbero valorizzato il plastico esponendolo da qualche parte, ma dopo 13 anni ho rinunciato a sperare. Avrei voluto che fosse esposto in un luogo pubblico, ad esempio ora hanno sgomberato il piano terra del Municipio e hanno trasferito gli uffici di sopra, penso che lì potrebbe starci bene".

L'anziano artista, deluso dalle promesse vane, ha contattato Matteo per donare a lui la sua opera d'arte. "Ora il plastico si trova all'interno di un camerone di un palazzo a lato della Chiesa arcipretale, che viene aperto solo durante le 2-3 feste che si fanno ogni anno - spiega il giovane - Il suo desiderio di lasciarlo a me nasce dal fatto che non riesce a ottenere una sistemazione definitiva dell'opera per essere ammirata dai compaesani e dalle future generazioni di solarolesi. Mi ha detto 'So che quando morirò andrà in malora'. Ma io vorrei prima tentare di vedere se, sollecitandola, l'amministrazione comunale di Solarolo volesse trovare una soluzione definitiva al plastico del paese".

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