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Un anno di assalti ai bancomat: ecco come li facevano esplodere - VIDEO

Con la tecnica della “marmotta esplosiva” hanno provocato ingenti danni strutturali e sono riusciti a realizzare complessivamente un bottino di circa 100.000 euro

 

Banda "specializzata" negli assalti ai bancomat romagnoli in manette. Mercoledì i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ravenna hanno eseguito un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere a carico di otto persone che, nel periodo gennaio-settembre 2020, si sono rese responsabili di numerosi assalti ai danni di sportelli bancomat di istituti bancari delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e non solo, con la tecnica della “marmotta esplosiva”, provocando ingenti danni strutturali e realizzando complessivamente un bottino di circa 100.000 euro.

L’indagine, già in atto, ha subìto un’accelerazione il 4 luglio scorso, quando i malviventi hanno fatto esplodere uno sportello bancomat di San Pietro in Vincoli; nella circostanza, l’accurato sopralluogo e le indagini svolte anche con i colleghi dell’arma di Cervia hanno consentito di individuare il veicolo con il quale i malviventi erano giunti nei pressi della banca. Le immediate attività di indagini intraprese con il coordinamento della Procura della Repubblica di Ravenna hanno consentito di smascherare quello che gli inquirenti ritengono un pericoloso sodalizio criminale, composto da otto soggetti - tra campani e foggiani - dediti stabilmente alla commissione di tale tipologia di delitti.    

Un primo freno all’“escalation” criminale è stato messo il 12 settembre, all’atto dell’arresto in flagranza di sei di loro operato dal Nucleo Investigativo di Ravenna con i colleghi di Rimini, subito dopo aver eseguito il tentato furto alla banca di Credito Cooperativo ravennate e forlivese di Mezzano, nonché fatto esplodere lo sportello Atm Unicredit della stessa frazione ravennate. Nella circostanza, sono stati sequestrati attrezzi da scasso, centraline per il furto di veicoli, abbigliamento vario atto al travisamento, nonché recuperata e restituita la somma di circa 8.000 euro.

I successivi sviluppi investigativi hanno permesso di denunciare alla locale Autorità Giudiziaria gli indagati di venerdì per i reati di furto pluriaggravato continuato in concorso, nonché detenzione e porto di sostanze esplodenti e attrezzi da scasso. In particolare, si è delineato un consistente quadro probatorio a loro carico per i seguenti assalti, tutti messi a segno nel 2020: il 18 gennaio a Mensa Matellica colpo alla Cassa di Risparmio di Ravenna, per un bottino di circa 11.000 euro; il 20 giugno tentato furto a San Zaccaria alla Cassa di Risparmio di Ravenna; il 20 giugno colpo alla Bper di Cesena bottino da 45.000 euro; il 4 luglio a San Pietro in Vincoli alla Credito coop. ravennate e imolese, bottino da 18.000 euro; il 22 luglio a Coriano alla Banca Malatestiana, bottino di circa 8.500 euro; il 12 settembre a Mezzano doppio colpo al Credito coop. ravennate e imolese (tentato) e alla Banca Unicredit, bottino di circa 8.000 euro.

Al termine dell’attività d’indagine, il Gip del Tribunale di Ravenna Corrado Schiaretti, concordando pienamente con le risultanze investigative prodotte dalla Polizia operante - coordinata dal Pubblico Ministero Stefano Stargiotti - ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per gli otto malfattori, tutti condotti alle carceri di Ravenna, Forlì, Modena e Foggia. Si tratta di una 33enne di Rimini di origini campane e 7 uomini di Foggia (di cui uno dimorante nel modenese) aventi tra i 30 e i 49 anni, quasi tutti con pregiudizi penali e di polizia, anche specifici.

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