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Domenica, 28 Novembre 2021

Rifornivano di droga importata dall'estero tutta la Romagna: smantellata banda criminale - VIDEO

15 persone si sono rese responsabili di reati inerenti il traffico di sostanze stupefacenti nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Bologna

Dalla rapina in banca allo spaccio di droga importata dall'estero. Maxi dispiegamento di 100 militari all'alba di lunedì mattina, quando i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ravenna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico 15 persone - 13 uomini e 2 donne - che, nel periodo tra aprile 2019 e gennaio 2020, si sono rese responsabili di reati inerenti il traffico di sostanze stupefacenti nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Bologna, contro i quali il Gip del Tribunale di Ravenna Corrado Schiaretti - concordando con le risultanze investigative prodotte sotto il coordinamento del Pubblico Ministero Lucrezia Ciriello - ha emesso il provvedimento cautelare.

L’indagine, denominata “Greppia” (soprannome con il quale veniva indicato uno degli arrestati), nasce dalla rapina in banca avvenuta a Ravenna la mattina del 14 marzo 2019 nell’ambito della quale furono arrestati due malviventi. Nel corso dell’attività finalizzata a individuarne i complici, sono stati raccolti elementi indiziari in merito a un traffico di sostanze stupefacenti radicato sia nella provincia ravennate che in quelle limitrofe. L’investigazione, protrattasi continuativamente per circa nove mesi, ha permesso di ricostruire l’intera fase commerciale del traffico di cocaina gestito da un cervese già noto alle forze dell'ordine, a partire dagli acquisti delle partite di droga dal suo fornitore - un 44enne di origine albanese da anni residente a Ravenna - attraverso i successivi momenti della preparazione, commercializzazione e diffusione nel ravennate, sino ad arrivare agli utenti ultimi del prodotto.

L'indagine ha consentito di portare in superficie, oltre a un contesto criminale da anni radicato nel territorio romagnolo, proprio la figura dell'albanese importatore di ingenti quantità di cocaina acquistate da grossisti di stanza in Olanda e in Belgio. L’attività è culminata, il 14 gennaio 2020, nell'arresto del 44enne trovato in possesso di cinque panetti di cocaina del peso complessivo di 6 chili, rinvenuti al di sotto del cruscotto della sua autovettura dentro un vano appositamente realizzato per il loro alloggiamento, avvolti con un collant utile per agevolare il recupero degli involucri dal nascondiglio.

Nel suo complesso l’indagine, risultata particolarmente complessa per le scaltre precauzioni adottate dagli indagati (alcuni dei quali con esperienza criminale ultradecennale), ha permesso anche di individuare la sommersa rete di spacciatori ai quali giungeva lo stupefacente per la successiva commercializzazione. Si ritiene che lo stupefacente sequestrato, circa 7 chili di cocaina (con altissima percentuale di purezza e, pertanto, suscettibile di un aumento esponenziale qualora tagliata e suddivisa in dosi per lo spaccio al dettaglio) e più di mezzo chilo di eroina, avrebbe potuto produrre illeciti ricavi per oltre un milione di euro. Sono stati sequestrati, inoltre, circa 10.000 euro in contanti, ritenuti frutto dell’attività criminale.

Le perquisizioni, eseguite contestualmente alle catture con l’ausilio dei cani antidroga della Guardia di Finanza di Ravenna, hanno consentito di rinvenire piccoli quantitativi di stupefacente e denaro in contanti, che sono stati sequestrati. Gli arrestati sono stati condotti nelle carceri di Ravenna, Forlì, Bologna e Rimini.

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