Il musicista Mirko Casadei all'attacco: "La Notte Rosa dimentica il liscio"

"Su 400 eventi in calendario per la Notte Rosa, non c'è spazio per l'identità della Romagna e in particolare de liscio": lo denuncia il musicista di liscio Mirko Casadei

Casadei  racconta che nell’inverno, il presidente Errani, in occasione di un incontro del PD, aveva rassicurato personalmente la famiglia Casadei che si sarebbe occupato di preservare la tradizione romagnola. “La Regione Emilia Romagna dice di non aver soldi per progetti extra”, dice.

Dice una nota di Mirko Casadei: “Addirittura successivamente Errani ha inviato personalmente a casa mia l’Assessore al turismo Maurizio Melucci, per programmare insieme un’estate turistica che riservasse spazi al ballo, alle orchestre e all’identità della Romagna. Ma poi il tutto si è dimostrato una ridicola farsa e  dopo aver commissionato progetti ed aver scambiato pareri ed idee, l’Assessore Melucci è sparito senza dare risposte, rimandando tutto all’Apt gestita da Andrea Babbi”.

La Regione Emilia Romagna dice di non aver soldi per progetti extra agli eventi in calendario, ma anche negli eventi fissi non trova spazio da dedicare al liscio e alle tradizioni del nostro territorio. E ancora: “Basti pensare che nell’imminente Notte Rosa su più di 400 spettacoli che si terranno su tutta la Riviera Romagnola non c’è spazio per il Liscio e per i Casadei”.

E ancora: “Insomma anche quest’anno è evidente che regna un diktat da parte di Errani, che ancora una volta, con questo atteggiamento dimostra di vergognarsi della tradizione locale. Eppure i turisti sognano la Romagna, certi di respirare l’atmosfera che da sempre caratterizza questa terra e questa gente, ma le amministrazioni si lasciano globalizzare tralasciando i valori importanti e fondamentali di un territorio così amato”.

Attacca politicamente il comunicato di Casadei: “Forse è per questo che la sinistra in Romagna sta perdendo importanti Comuni della Riviera…vedi Cesenatico, Gatteo Mare, Bellaria Igea Marina….  e c’è già qualcuno che auspica una regione Romagna che si occupi più da vicino di preservare le tradizioni e le identità. Insomma per il turismo della Riviera di Romagna tira una brutta aria:  mete un tempo ambite, di divertimenti e dolcevita, ricche di ingredienti genuini e caratteristici , perdono oggi il loro vero sapore”.

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