Siti Unesco, c'è l'intesa: 90mila euro per i monumenti paleocristiani

Il presidente della regione Stefano Bonaccini: "È un riconoscimento importante per la valorizzazione del ricchissimo patrimonio storico, culturale e ambientale dell'Emilia-Romagna"

I monumenti paleocristiani di Ravenna, ma anche la cattedrale, la torre civica e piazza Grande a Modena, la Ferrara rinascimentale e il suo delta del Po. Sono pari a 280mila euro i fondi 2017 concessi a tre progetti emiliano-romagnoli su altrettanti siti di interesse culturale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale e posti sotto la tutela Unesco.

Mercoledì a Roma, in conferenza Stato-Regioni, si è raggiunta l'intesa sui decreti applicativi (legge 77 del 2006). Il progetto modenese, "Nuove tecnologie per la conoscenza e la tutela del sito di Modena", ha ottenuto un finanziamento di 100mila euro (beneficiario il Comune-museo civico d'arte). Al secondo posto "Ravenna per mano - Un percorso accessibile attraverso i simboli dei mosaici", con 90mila euro (beneficiario il Comune), gli stessi destinati anche a Ferrara e al delta (beneficiario il Comune di Mesola) con il progetto "Interconnessioni nel paesaggio delle delizie". In tutti e tre i casi, i fondi concessi coprono oltre il 90% degli importi richiesti.

Evidenzia allora Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della conferenza Stato-Regioni: "È un riconoscimento importante per la valorizzazione del ricchissimo patrimonio storico, culturale e ambientale dell'Emilia-Romagna. Un patrimonio che ci rende orgogliosi, che vogliamo tutelare e far conoscere sempre piu'". Aggiunge l'assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti: "Modena, Ravenna e Ferrara, con il Delta, sono tre realtà straordinarie della cultura che l'Emilia-Romagna ha espresso nel corso dei secoli e che meritano di essere visitati, conservati e consegnati al futuro".

I finanziamenti, nel dettaglio, riguardano 12 progetti di studio (tra cui i tre in Emilia-Romagna, in totale c'era oltre un milione di euro) di problematiche culturali, artistiche, storiche, ambientali, scientifiche, di promozione, tutela e valorizzazione dei siti, di diffusione della conoscenza e riqualificazione, di realizzazione di aree di sosta e sistemi di mobilità. "Crediamo si debba prendere atto che le Regioni, col ministro Franceschini, stanno davvero facendo un buon lavoro per la valorizzazione del patrimonio dei beni culturali del nostro Paese", aggiunge Bonaccini da Roma insieme con il suo collega Gianni Torrenti, assessore del Friuli-Venezia Giulia.

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