"La vita per la libertà di tutti": commemorato l’eccidio degli Orsini e i martiri di Camerlona e Savarna

"Da oggi in poi i partigiani della famiglia Orsini, di fede repubblicana e che hanno sacrificato la propria vita in difesa della libertà di tutti noi - ha detto Mingozzi - saranno ricordati grazie a uno splendido mosaico che ne raffigura il volto e cita le loro ultime parole"

Si sono svolte mercoledì a Camerlona e a Savarna le celebrazioni in ricordo del 71° anniversario dell’eccidio degli undici martiri trucidati dai nazifascisti, tra i quali a Savarna tre componenti della famiglia Orsini – Aristide, Luciano e Nello - con Giuseppe Fiammenghi e Ivo Calderoni; a Camerlona Erminio Salvatori, Pietro Lucci, Lino Mascanzoni, Angelo Lolli, Stefano Miccoli e Vincenzo Zanzi. Le iniziative sono state promosse dall’Anpi, dai comitati cittadini di Mezzano e Savarna e dai Comuni di Ravenna e Lugo.

A Camerlona è stata scoperta un’opera in mosaico realizzata dagli studenti della terza F del liceo artistico Nervi Severini, dedicata in particolare alle vittime di Savarna: i membri della famiglia Orsini, il padre e due fratelli, impiccati come rappresaglia per il ferimento di un soldato tedesco, Giuseppe Fiammenghi e a Ivo Calderoni. Il mosaico è stato apposto nell’abitazione di via Lumiera 2, dove oggi si trova il ristorante “Le streghe”. Un centinaio i presenti, tra i quali gli studenti del liceo che hanno realizzato l’opera e il loro dirigente Marcello Landi.

Dopo gli interventi di Medarda Gianstefani, segretaria dell’Anpi di Mezzano, Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto storico della Resistenza in Ravenna, dell’assessore di Lugo Fabrizio Lolli e dell’attore Luigi Roncuzzi, che ha interpretato il monologo di Serena Pasini “Le ombre”, è intervenuto il vicesindaco Giannantonio Mingozzi. Era inoltre tra gli altri presente il presidente provinciale dell’Anpi Ivano Artioli.

“Da oggi in poi i partigiani della famiglia Orsini, di fede repubblicana e che hanno sacrificato la propria vita in difesa della libertà di tutti noi – ha detto Mingozzi - saranno ricordati grazie a uno splendido mosaico che ne raffigura il volto e cita le loro ultime parole; il loro martirio, così come quello delle altre otto vittime di questo eccidio e dei caduti di tutti gli eccidi nazifascisti, è l’eredità più alta che abbiamo ricevuto dalla lotta di liberazione e ne dobbiamo essere orgogliosi e degni in tutte le sedi. Compare sempre più spesso la volontà di mettere sullo stesso piano, in una sorta di pacificazione, chi combatteva per la libertà e chi invece per negare ogni diritto civile, chi difendeva la giustizia e chi invece voleva il privilegio di pochi, chi sognava la repubblica e chi sosteneva il fascismo. Pietà e rispetto per i morti ma inconciliabilità tra i principi: il tempo trascorso stempera le passioni ma non cancellerà mai la linea che divise allora la causa giusta da quella ingiusta e che ancora oggi divide la democrazia dalla violenza e dall’intolleranza in Italia e nel mondo”.

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