Deposito di gnl al porto, nasce un comitato per chiedere un'inchiesta pubblica

"Lo scopo del comitato sarà quello di esercitare pressioni sulla pubblica amministrazione, affinché si impegni ad ascoltare le richieste dei cittadini e a rispondere a tutte le perplessità sollevate"

Per mantenere alta l’attenzione sulla realizzazione del deposito da 20mila metri cubi di gnl (gas naturale liquido) da parte delle società Pir ed Edison a Marina di Ravenna, gli stessi cittadini, associazioni e realtà politiche che hanno sottolineato preoccupazioni e interrogativi sul progetto hanno istituito il comitato “Gnl - Garanzie non liquefatte”. "Lo scopo del comitato sarà quello di esercitare pressioni sulla pubblica amministrazione, affinché si impegni ad ascoltare le richieste dei cittadini e a rispondere a tutte le perplessità sollevabili e sollevate - spiegano i membri del comitato, che hanno lanciato una petizione comunale con l’esplicita richiesta di istituire un’inchiesta pubblica sull’opera in oggetto. "Le motivazioni della richiesta sono state definite in una decina di punti, a partire dalle obiezioni esposte pubblicamente dai cittadini durante l’incontro pubblico dello scorso 17 luglio a Marina di Ravenna e dalle osservazioni inviate dal Circolo Matelda di Legambiente e dal MeetUp “A riveder le stelle”".

Le richieste della petizione

I dubbi sollevati dal comitato sono numerosi e riguardano diversi aspetti: "La posizione dell’opera, soprattutto in relazione ai centri abitati e strutture sensibili come le scuole, ma anche alle altre attività industriali limitrofe; il possibile “effetto domino” in caso di un ipotetico incidente durante il passaggio o durante fasi di carico e scarico delle gasiere, bettoline e camion cisterna; la poca chiarezza nel merito dei Piani di Emergenza Interno ed Esterno; la carenza di considerazioni nel merito delle caratteristiche attuali del porto canale in relazione all’aumento del traffico di navi anche di grosse dimensioni; l'aumento del traffico di camion sulla via Baiona (17mila all’anno in più); i possibili impatti ambientali diretti sulla qualità dell’aria e sulle aree di interesse comunitario limitrofe (pialasse e pinete) ed effettivo contributo nell’emissione di gas climalteranti; l'effettiva destinazione del gnl stoccato; la possibilità di utilizzare combustibili alternativi (bio-gnl) e di considerare pratiche ulteriori per l’abbattimento delle emissioni nei porti (come specificato dalla Direttiva 2014/94/Ue); l'effettiva riuscita dell’investimento, considerando l’attuale scarso “parco navale” a gnl nel mondo e possibilità che si attinga a fondi europei in scadenza al 2020; la mancata informativa puntuale, tempestiva ed esaustiva alla popolazione. Il comitato, pur non dichiarandosi a priori contrario al progetto, domanda ai sensi delle normative internazionali, nazionali e regionali vigenti che il sindaco si faccia portavoce presso tutti gli organi competenti della richiesta di istituzione di una “inchiesta pubblica”.

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