Intervengono per un incendio ma scoprono una "serra domestica" con 98 piante di marijuana

Sembrava il nascondiglio perfetto per mettere in piedi una vera e propria "serra" di produzione di marijuana: a fare saltare la copertura, però, è stato un incendio divampato all'improvviso

Sperduto in aperta campagna, in una zona irraggiungibile - in questi giorni di neve - se non a piedi, dove neanche i cellulari avevano copertura per fare chiamate. Sembrava il nascondiglio perfetto per mettere in piedi una vera e propria "serra" di produzione di marijuana: a fare saltare la copertura, però, è stato un incendio divampato all'improvviso.

L'allarme

Mercoledì mattina, intorno alle 7.30, un ristoratore titolare di un'attività tra Palazzolo sul Senio e Casola in località Sommorio, si è visto arrivare incontro due uomini che hanno spiegato come nella loro villetta, poco distante, fosse appena scoppiato un incendio. I due hanno chiesto al ristoratore di poter utilizzare il telefono fisso, in quanto nella zona - coperta in quel momento da un manto di neve fresca alta 40 centimetri - i cellulari non avevano copertura per effettuare telefonate. L'uomo ha così chiamato i Carabinieri di Casola Valsenio, giunti immediatamente sul posto insieme ai Vigili del Fuoco di Faenza e del distaccamento di Casola.

L'incendio

I militari e i pompieri a fatica sono riusciti ad arrivare sul luogo dell'incendio, in quanto neanche i fuoristrada in loro dotazione sono riusciti a percorrere l'ultimo pezzo di strada ricoperto di neve, costringendoli a percorrere diversi metri a piedi e portandosi dietro tutta l'attrezzatura per spegnere le fiamme. Giunti sul posto, gli uomini si sono trovati davanti il garage da cui era divampato l'incendio completamente distrutto. I Carabinieri, insieme ai Vigili del Fuoco, hanno così iniziato a cercare cosa potesse aver causato la combustione: a un certo punto hanno notato alcuni fili che partivano proprio dal garage e andavano verso i piani superiori della casa.

La "serra" domestica

Insospettiti, i militari hanno seguito questi fili per vedere dove portavano, accorgendosi che arrivavano fino a due stanze poste al primo piano. Quando hanno aperto le porte delle due stanze, Carabinieri e pompieri sono stati "folgorati" da un odore inconfondibile: davanti a loro c'era una vera e propria serra contenente 98 piante di cannabis alte fino a un metro e venti. I fili erano collegati a un impianto amatoriale di illuminazione, riscaldamento e areazione che permetteva di realizzare le condizioni ideali per la crescita delle piante. Per ricreare ancora di più l'effetto serra, le vetrate erano state annerite con della pellicola scura. Da lì è partita un'ispezione più accurata nell'abitazione, che ha portato al rinvenimento di 200 grammi di marijuana già essiccata. L'uomo più grande, un 50enne di Calderara di Reno che da un anno era domiciliato in quella casa, ha provato a difendersi dicendo che la sostanza stupefacente era solo per uso personale; giustificazione che non ha retto davanti ai militari, viste le quantità enormi presenti nella villetta.

L'arresto

Il materiale è stato subito messo sotto sequestro e portato via dai Carabinieri e dai Vigili del Fuoco, che hanno dovuto effettuare diversi giri a piedi per "liberare" l'abitazione dalle piante. Il 50enne e il 33enne figlio dell'ex convivente, anche lui del bolognese, sono stati arrestati con accusa di coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I due hanno trascorso la notte tra mercoledì e giovedì in camera di sicurezza: giovedì mattina in Tribunale il giudice Janos Barlotti ha convalidato gli arresti. In attesa del processo, il 50enne ha l'obbligo di firma due volte a settimana dai Carabinieri di Casola.

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