Si avvicina la prima campanella: "Sia un anno di bellezza e speranza"

Il punto sullo stato dell'arte tra iscrizioni, servizi e organici verrà fatto la prossima settimana, alla vigilia della prima campanella dell'anno fissata per il 15 settembre

L'assessore Bakkali

Un anno di "bellezza" e di "speranza". E' quello che si augura per l''imminente riapertura delle scuole l'assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Ravenna, Ouidad Bakkali. Il punto sullo stato dell'arte tra iscrizioni, servizi e organici verra'' fatto la prossima settimana, alla vigilia della prima campanella dell'anno fissata per il 15 settembre. Intanto, l'amministrazione riunisce questa mattina gli insegnanti per un convegno formativo con lo psicoanalista Massimo Recalcati, indirizzato in particolar modo agli educatori per i bimbi da zero a sei anni.

Bellezza e speranza, spiega Bakkali, sono due "parole chiave", da garantire attraverso la vicinanza delle istituzioni, risorse adeguate, passione e competenza, insegnanti. Per puntare a una scuola che includa, che faccia suo il bisogno di accoglienza. Senza dimenticare che il 60% delle famiglie non accede ai servizi 0-3, mentre il 100% dei bimbi di origine straniera e' nato in Italia. Da qui il tema dell''interculturalità. A fare l'in bocca al lupo" agli insegnanti c'e' anche il sindaco Michele De Pascale, al suo esordio all''inaugurazione di un anno scolastico da primo cittadino. E sottolinea come "lo sviluppo parte dall''educazione delle nuove generazioni". Dato che, oltre alla "consapevolezza delle difficoltà" la scuola deve anche dare l''idea che "con impegno e generosita'' si possono realizzare i propri obiettivi".

Certo, prende parola il professor Recalcati, l'insegnante deve sapere affrontare il "rischio di essere consumato dal dispositivo scuola che lo accerchia ogni volta che si ricomincia". E lo puo'' fare sorprendendosi di quello che sa e accorgendosi di apprendere mentre spiega. Infatti "insegnare e'' lasciare un segno che non e'' fatto solo di sapere, ma di fuoco". E' portare il "desiderio di sapere", fare della cultura un "oggetto erotico". Un bambino "respira le parole che sente in famiglia e si costruisce come soggetto umano". Tuttavia "la lingua della famiglia non esaurisce la lingua del mondo".

E questa esperienza la si fa proprio andando a scuola. Una esperienza che e'' "virtuosamentre drammatica". Perche'' c''e'' un trauma nella separazione dalla famiglia, ma "la dematernalizzazione della lingua con la scuola e'' la condizione dell''apprendimento". Dunque con la campanella "si svezza il bambino a una nuova lingua plurale", con il maestro che e'' il veicolo di questa trasformazione. Da Recalcati anche il consiglio agli insegnanti a "non essere anonimi e protocollari", a "declinare i procedimenti normativi in base all''allievo" e a fare dei "sintomi", delle peculiarita'' non crucci ma punti di forza. (fonte Dire)

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