Lanciano pietre e minacciano di morte i fornitori di un supermercato: denunciati

Marito e moglie si ribellano ai rumori provenienti dal vicino supermercato ed alla fine se la sono presa con alcuni spedizionieri

Marito e moglie si ribellano ai rumori provenienti dal vicino supermercato ed alla fine se la sono presa con alcuni spedizionieri, rivolgendo al loro indirizzo pesanti minacce ed addirittura lanciando contro di loro delle pietre dal balcone dell’abitazione. Per questo sono stati denunciati dai carabinieri per violenza privata, danneggiamento aggravato e getto pericoloso di cose. 

Il singolare episodio si è verificato a Casola Valsenio, presso un supermercato che si trova al pianterrreno di uno stabile alle porte del paese. Fra i diversi condomini che abitano negli appartamenti sopra l’attività commerciale, una coppia ha portato avanti per parecchi mesi una polemica con i titolari del supermercato, lamentandosi dei rumori causati durante le operazioni di scarico delle merce. 
In particolare l’oggetto della disputa ha sempre riguardato i camion destinati al trasporto di surgelati e altri prodotti da banco-frigo, i quali per legge hanno l’obbligo di evitare qualsiasi sbalzo di temperatura per preservare l’integrità del cibo e soprattutto per non mettere a rischio la salute dei consumatori, pertanto ogni spedizioniere deve necessariamente lasciare acceso il motore del congelatore per non interrompere la “catena del freddo” ed evitare quindi di incorrere in sanzioni molto salate. Sta di fatto che la coppia di Casola, per il rumore di quei camion proveniente dal parcheggio condominiale, si è andata a lamentare anche con l'amministrazione comunale, che all’inizio di quest’anno è intervenuta con alcune ordinanze per regolamentare l’accesso al parcheggio dei camion per merci, vietando le soste a motore acceso ad eccezione dei soli camion-frigo che non possono in alcun modo spegnere i refrigeratori.

Evidentemente i due coniugi non hanno trovato adeguata soluzione nelle regole fissate dall’ordinanza comunale, quindi per far valere il loro preteso diritto hanno deciso di farsi giustizia da sé, passando alle vie di fatto ed andando ben oltre i limiti consentiti dalla legge. Nel mese di giugno scorso, infatti, mentre uno spedizioniere stava consegnando la merce surgelata nell'area consentita con il solo motore della cella frigorifera acceso come previsto dall’ordinanza del sindaco, ha visto affavciarsi da una finestra sopra al supermercato una donna che senza dire nulla lo ha bersagliato lanciandogli contro dei sassi che, fortunatamente, lo hanno solo sfiorato. Il suo veicolo, però, è rimasto danneggiato.  Visto che quella donna lo ha anche minacciato con le parole, l’autista si è visto costretto a spegnere a il motore del refrigeratore, contravvenendo agli obblighi di legge ed alle direttive del proprio datore di lavoro e rischiando di perdere buona parte della merce deperibile trasportata. La vicenda è stata poi portata all’attenzione dei carabinieri di Casola Valsenio,  al comando del luogotenente Maurizio Macaro,  che hanno avviato le indagini. I militari dell’Arma hanno raccolto le testimonianze di molte persone che hanno assistito alla scena e che hanno confermato i fatti così come raccontati dall’autista coinvolto nella sassaiola. Quest’ultimo poi non l’ha presa affatto bene ed insieme al proprietario del mezzo ha presentato una querela contro la donna. 

Alcuni giorni dopo, dalla stessa finestra la scena si è ripetuta nei confronti di un altro spedizioniere che quella volta è stato avvertito non dalla donna bensì dal marito, addirittura con minacce di morte del tipo: “Se non spegni il frigo vengo giù e ti ammazzo!”. Anche in quel caso l’autista, vista l’ira dell’inquilino, per evitare guai peggiori si è visto costretto a spegnere il frigorifero del proprio veicolo, mettendo a rischio tutti i prodotti surgelati in consegna al supermercato. Alla fine dell’indagine conclusa in questi ultimi giorni, i carabinieri hanno depositato in Procura una dettagliata informativa che vede i due coniugi denunciati per violenza privata e danneggiamento aggravato. La donna, inoltre, dovrà rispondere anche del reato di getto pericoloso di cose per le pietre che ha lanciato contro lo spedizioniere dal balcone della propria abitazione. 

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