Senza casa e lavoro dopo la morte della figlia disabile: "Voglio riottenere la mia indipendenza"

Una storia che fa riflettere su quanto, a volte, la vita possa essere difficile. Ma anche la storia di una donna che, nonostante le mille difficoltà, non ha mai perso la voglia di combattere

Nadia con la figlia Samanta

Una storia che fa riflettere su quanto, a volte, la vita possa essere difficile. Ma anche la storia di una donna che, nonostante le mille difficoltà, non ha mai perso la voglia di combattere.

Nadia ha 49 anni, è divorziata e dall'estate del 2018 ha perso la casa in cui viveva in affitto con la figlia Samanta, disabile dalla nascita. "Mia figlia è morta l'anno scorso a soli 24 anni - racconta Nadia - Era nata con una malformazione, ma nonostante le difficoltà è sempre riuscita a vivere dignitosamente. Poi, nel 2007, la situazione è peggiorata: da lì è iniziato il nostro calvario. Non poteva più mangiare, veniva nutrita attraverso un sondino, si ammalava spesso. Per 11 anni abbiamo fatto dentro e fuori dagli ospedali, e da quel momento sono stata costretta a smettere di lavorare. Riuscivamo a mantenerci solo grazie alla pensione di mia figlia, di circa 800 euro, e con i 200 euro che ricevevo come assegno di cura dall'Ausl".

Ma nella primavera del 2018 la situazione di Samanta è precipitata: "Mia figlia ha preso l'influenza, che nelle sue condizioni si è trasformata velocemente in polmonite e da lì non si è più ripresa. E' morta in estate, e da quel momento naturalmente ho smesso di ricevere pensione e assegno". Così Nadia si è ritrovata, completamente sola, a dover affrontare il lutto più grande, quello di una madre per la propria figlia, e allo stesso tempo a dover far fronte a ingenti problemi economici. "Non potevo più pagare l'affitto e sono stata sfrattata - spiega la donna - Sono stata ospite un po' di qua e un po' di là, qualche mese da mia sorella, qualche mese da un amico. Ora per fortuna ho mia nipote che mi ospita in casa sua a Sant'Alberto, ma anche lei ha i suoi problemi e non è una situazione che può durare per sempre".

Nadia si è mossa subito per cercare di trovare un'occupazione, ma alla soglia dei 50 anni reimmettersi sul mercato del lavoro non è semplice: "Ho dedicato anni della mia vita a mia figlia, e ora mi ritrovo tagliata fuori. Ho fatto tanti colloqui ma non è semplice ricominciare da zero, visto che negli ultimi dieci anni non ho mai lavorato. Ho fatto domanda per il reddito di cittadinanza ma ancora non so se sia stata accettata, sono seguita dai servizi sociali ma ancora non ho ricevuto nulla perchè stanno valutando la mia situazione. Non chiedo elemosina o collette, io voglio lavorare. Non è giusto che sia un parente a mantenermi, è molto umiliante trovarsi in questa situazione a 50 anni. Ogni giorno ho il terrore che la macchina, vecchia e scassata, mi lasci a piedi... sarei rovinata. Mi domando cosa sarà di me, sono stanca di aspettare. Ho sempre pagato le tasse e credo di avere il diritto di ricevere un aiuto. Voglio far conoscere la mia storia anche per cercare di trovare una persona di cuore che mi dia la possibilità di lavorare. Ho avuto esperienza come donna delle pulizie, commessa, aiuto cameriera e ho passato tanti anni in campagna a raccogliere frutta e a fare la vendemmia. Sono volenterosa, rispettosa, onesta, parlo poco e lavoro tanto, so bene cosa sono le responsabilità. Chiedo solo di darmi una possibilità, perchè voglio riottenere la mia indipendenza". Chiunque volesse contattare Nadia può chiamarla al numero 3398453947.

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