Caldo record, boom di acquisti di frutta, verdura, gelati e birra

È quanto stima Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alle temperature record fatte registrare nello scorso mese di giugno

Gli agricoltori stanno facendo i conti con una difficile produzione a causa delle condizioni climatiche, sulla quale si innescano fenomeni speculativi e importazioni dall’estero che fanno crollare le quotazioni al di sotto dei costi. È quanto denuncia Coldiretti Emilia Romagna nel commentare i dati Istat sull’inflazione a giugno dai quali si evidenziano aumenti dei prezzi al consumo dello 0,7% rispetto allo scorso anno mentre nei campi in crisi è deflazione, dalle albicocche alle pesche pagate pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno.

"Gli agricoltori – sottolinea Coldiretti regionale – ne devono vendere tre chili per potersi permettere un caffè. Per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione: il consiglio è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria. In un momento di difficoltà si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere per combattere il grande caldo con il consumo di alimenti, come le albicocche, le pesche e in generale la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma".

Il caldo record del mese di giugno ha sconvolto anche i consumi con un boom degli acquisti di frutta e verdura in aumento del 20%, ma rispetto al mese precedente un balzo si registra anche per i gelati, la birra e l’acqua che aiutano a combattere la grande afa. È quanto stima Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alle temperature record fatte registrare nello scorso mese di giugno che, con una temperatura superiore di 3,3 gradi rispetto alla media, si classifica al secondo posto tra i più caldi dal 1880 in Italia secondo Isac Cnr.

"Un’anomalia climatica che ha riguardato in realtà l’intero 2019 che – sottolinea Coldiretti regionale – è stato caratterizzato da primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato, un giugno bollente ed ora un mese di luglio segnato nella prima metà da tempeste e temporali con in media più di 10 grandinate violente al giorno e ben 9 trombe d’aria, sulla base della Banca dati europea sugli eventi estremi Eswd. Eventi estremi che hanno causato gravi conseguenze nelle campagne con piante sradicate, serre divelte, frutta come le pesche, le mele e i kiwi flagellata come pure meloni e pomodori ma anche campi allagati e grano e mais stesi a terra con perdite per milioni di euro. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici che – conclude Coldiretti Emilia Romagna – si manifestano con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi e spesso traumatici".

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