"Se non c'è crescita, non c'è lavoro": sfilata a Roma dei caschi gialli dell'Oil & Gas

forte infatti la preoccupazione per lo stop alle trivelle inserito dal Governo nel Dl Semplificazioni.

Hanno sfilato indossando caschi gialli. A Roma, alla manifestazione di Cgil Cisl e Uil per sostenere la proposte unitarie su crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco e chiedere al governo di aprire un confronto di merito e cambiare la politica economica, ascoltando i sindacati, c'era anche una delegazione di Confindustria Romagna. E' forte infatti la preoccupazione per lo stop alle trivelle inserito dal Governo nel Dl Semplificazioni.

Gli imprenditori arrivati da Ravenna per sfilare in corteo sono una trentina, altri arrivano dalla Basilicata, da aziende del settore dell'Oil & Gas. Hanno portato un manifesto: "Investiamo nel gas naturale italiano, meno inquinamento, meno spesa, più lavoro. Sì al gas naturale italiano". Hanno sfilato accanto ai sindacati, spiega Ermanno Bellettini, responsabile delle risorse umane della Rosetti Marino, perchè "se non c'è crescita non c'è lavoro, e se soffrono i lavoratori soffrono anche le imprese. Siamo insieme, siamo tutti preoccupati". E sul nodo trivelle: "Non capiamo perchè c'è questo accanimento contro questo settore".

Ha partecipato anche il consigliere Pd alla Regione Emilia-Romagna Gianni Bessi: "La manifestazione dei caschi gialli, i lavoratori dell’oil&gas che sono venuti a testimoniarne al Governo la loro preoccupazione per le decisioni prese con l’emendamento che blocca le estrazioni, è stata un grande successo e ha dimostrato due cose importanti. La prima cosa è che il mondo dell'energia, dell'industria del gas naturale italiano, dell'impiantistica industriale è vivo, vuole fare sentire la propria voce, vuole testimoniare quale sia l’importanza che ha per il presente e futuro di questo Paese. La seconda è che nonostante Luigi Di Maio continui a non volere ascoltare i lavoratori italiani, rifiuti il confronto con loro che sono i suoi ‘datori di lavoro’, la battaglia per fare valere le proprie ragioni e, in questo caso, la propria occupazione, continua. Voglio ricordare da questo punto di vista che il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha scritto una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte per chiedere di discutere il futuro di questi cittadini italiani e di queste imprese italiane che, non dimentichiamolo, hanno un prestigio di livello internazionale e che hanno in Emilia-Romagna un distretto industriale che vede migliaia di aziende da Piacenza a Ravenna. Mi impegnerò fino all’ultimo perché questo scempio ai danni di tante brave persone che ogni giorno si svegliano per andare a lavorare, produrre ricchezza e pagare le tasse, non venga consumato".

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