Al Teatro Rasi debutta "Pane e Petrolio"

  • Dove
    Teatro Rasi
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 17/09/2019 al 02/10/2019
    ore 20.00, domenica ore 12.00
  • Prezzo
    intero 20 €, ridotto 18 €
  • Altre Informazioni

La Stagione dei teatri 2019-20 si apre con il debutto di Pane e Petrolio, una coproduzione Teatro delle Ariette, Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, di e con Paola Berselli, Luigi Dadina, Maurizio Ferraresi e Stefano Pasquini. In una scena condivisa da attori e spettatori, intorno a un grande tavolo-mensa, si dipana il racconto di una generazione che ha attraversato il guado dalla civiltà contadina a quella operaia, per ritrovarsi in un mondo in cui tutto sembra sbriciolarsi e dove, tra i resti, si fanno spazio diverse intolleranze, quelle alimentari come quelle sociali. Alto e basso, passato e presente, tragico e comico si intrecciano nel tempo di una cena-spettacolo, dove condividere i fatti esclusi dai libri di Storia e le parole dei poeti, da Pasolini a Frenaud.

A latere dello spettacolo si terranno tre incontri di approfondimento il 18 e 24 settembre e il 1 ottobre. Mercoledì 18 settembre: Presentazione de La Bottega dello Sguardo con Renata Molinari; Martedì 24 settembre: Massimo Marino e Michele Pascarella in dialogo con gli attori, per l'occasione verranno presentati i libri Teatro delle Ariette, La vita attorno a un tavolo di M. Marino e Racconti di un attore operaio di M. Pascarella, entrambi editi da Titivillus; Martedì 1 ottobre: Presentazione della rivista Quaderni di Teatro Carcere con Eugenio Sideri e Cristina Valenti

Il progetto Pane e Petrolio nasce dal desiderio di un incontro umano e artistico, un incontro preparato nel tempo, quasi senza volerlo, perché i percorsi di ricerca teatrale del Teatro delle Ariette e del Teatro delle Albe sono stati già da molto tempo (20 anni) percorsi paralleli, che si osservavano, si chiamavano, dialogavano e avevano bisogno prima o poi di convergere. "In tutti questi anni – spiegano Berselli, Dadina, Ferraresi e Pasquini –, con il teatro, abbiamo interrogato un’identità comune per trovare risposte alle nostre inquietudini. Abbiamo abbandonato le strade maestre del teatro per inoltrarci in sentieri lontani dai sipari e dai velluti. Grazie a questi sentieri abbiamo ritrovato le nostre radici, le umili origini di figli di quel mondo contadino e operaio, incarnato nei simboli della falce e del martello. Un mondo oggi apparentemente scomparso".

Di queste radici la società contemporanea, che viaggia a velocità supersonica, ne conserva incrostate le tracce nelle periferie e nelle province. "Lì abita il nostro popolo e stanno i nostri spettatori ideali – dicono ancora gli autori – lì vivono i ragazzi e i cittadini che frequentano i nostri laboratori, che fanno teatro con noi, da Lido Adriano a Valsamoggia, da Diol Kadd a Calais. Siamo cresciuti mentre si sbriciolava tutto. Pasolini lo racconta con dolore e lucidità. Siamo venuti al mondo generati dalle viscere di una civiltà morta (o morente). Di quella civiltà continuiamo a portare i segni, negli occhi, nella voce, nel corpo, nelle mani e soprattutto nella testa, dentro. È così chiaro! Quando facciamo teatro siamo artigiani, contadini, operai. Portiamo in scena noi stessi, con le nostre storie, le nostre esperienze di vita. E la scena è uno spazio intimo e condiviso con gli spettatori. È un grande tavolo attorno al quale ci muoviamo per preparare il cibo che poi mangeremo insieme, i tortelli, il pane...". Attorno a quel tavolo si compie il rito laico e quotidiano del nutrimento. E i gesti, gli sguardi, i suoni e i silenzi si intrecciano alle parole, "le nostre parole di vita, quelle che raccontano i fatti esclusi dai libri di storia. Alto e Basso, Passato e Presente, Grande e Piccolo, Vicino e Lontano, Tragico e Comico si danno appuntamento attorno a quel tavolo per il tempo di uno spettacolo che assomiglia a un pranzo o a una cena che potrebbe essere l’ultima, la prima, oppure soltanto una cena qualsiasi, come in famiglia".

Durante lo spettacolo si preparerà il cibo per il pubblico, i posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria. Ravenna Teatro dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18 tel. 0544 36239; sabato dalle 19 alle 20 e domenica dalle 10 alle 12 tel. 3337605760. Biglietti in vendita da giovedì 12 settembre presso biglietteria del Teatro Rasi aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima dello spettacolo tel. 0544 30227 intero 20 €, ridotto 18 €.

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