“Novecento rivelato”: cercasi opere di Enrico Galassi per arricchire la rassegna

Palazzo Rasponi si prepara a ospitare una mostra dedicata al pittore e mosaicista ravennate, ma molte delle opere di Galassi sono disperse e poco rintracciabili

A Enrico Galassi (Ravenna 1907- Pisa 1980) sarà dedicata, dal 14 febbraio al 22 marzo 2020, a Palazzo Rasponi dalle Teste, la prima mostra istituzionale nella sua città natale, programmata dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con l’associazione culturale Tessere del ’900 nell’ambito del ciclo “Novecento rivelato”.

A curare l’esposizione e il catalogo sarà Alberto Giorgio Cassani, che da anni si dedica alla ricostruzione della sua multiforme attività artistica.

Galassi, infatti, fu pittore e mosaicista principalmente, ma, con vero spirito da “dilettante” saviniano, nel senso del piacere e della leggerezza nel fare le cose, fu anche "architetto improvvisato", come lo definì Gio Ponti pubblicando ed elogiando, su Domus, il progetto della sua casa studio in Versilia.

Ma Galassi si dedicò anche alla ceramica e alla poesia, oltre che alla critica (collaborò con Domus», Quadrante e il Corriere Padano).

Fu apprezzato dai maggiori artisti del suo tempo come Savinio (cui Galassi progettò l’amatissima casa al “Poveromo”, continuamente ricordata nei suoi scritti), De Pisis (che scrisse il testo del catalogo della sua prima esposizione alla Galleria del Milione a Milano) e Carrà (che recensì la sua mostra alla Galleria della Cometa a Roma).

Proprio Alberto Savinio lo definì: "Pittore fra i più intelligentemente “moderni”, architetto genialissimo che crea la casa dell’uomo dalle sue necessità interne, costruttore di macchine, inventore, uomo leonardesco...".

Galassi conobbe inoltre Giorgio De Chirico, di cui realizzò un’opera a mosaico, e fu un vero e proprio imprenditore culturale, dando vita a Roma, nel secondo dopoguerra, a una vivacissima bottega di produzione artistica (lo Studio di Villa Giulia), che vide coinvolti, oltre agli artisti già citati, Afro, Capogrossi, Clerici, Consagra, Leoncillo, Mazzacurati, Mirko e Tamburi.

Essendo stato però, per quasi tutto il secondo dopoguerra, un artista dimenticato, le sue opere sono disperse e poco rintracciabili.

Per questo motivo l’organizzazione della mostra si rivolge gentilmente ai possessori di opere di Galassi perché si mettano in contatto col curatore al fine di poter arricchire l’esposizione, in fase di preparazione, con altre opere dell’artista ravennate.

L’indirizzo mail cui scrivere è: cassanialbertogiorgio@gmail.com.

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