Caldo afoso: torna la nebbia d'agosto sul ravennate

Per mercoledì la Protezione Civile dell'Emilia Romagna ha diramato un'allerta "gialla", nella quale vengono evidenziate ancora condizioni di disagio biologico

Insistono caldo e afa sul ravennate. E per effetto dell'alta percentuale di umidità, che ha superato il 90%, buona parte del ravennate si è svegliato con il cielo coperto da foschie dense e banchi di nebbia. Un fenomeno inconsueto, ma non eccezionale (era già capitato pochi giorni fa), anche se vederlo d'estate può destare stupore. La normalità sta nel fatto che nella notte il suolo si raffredda e, complice la concentrazione di umidità alta, il rapporto temperatura-umidità è stato tale da creare la nebbia. Per mercoledì la Protezione Civile dell'Emilia Romagna ha diramato un'allerta "gialla", nella quale vengono evidenziate ancora condizioni di disagio biologico. Ma la lunga ondata di caldo, salvo una temporanea attenuazione di lunedì scorso, è destinata a finire: tra giovedì e venerdì l'afflusso di correnti più fresche apporterà una mitigazione delle condizioni del caldo afoso e locali episodi temporaleschi.

L'analisi dell'Arpae

L'Arpae dell'Emilia Romagna ha pubblicato un'analisi del caldo record causato da una "bolla" di matrice subtropicale, con nuovi primati di temperature in tutto il ravennate. Lo studio mette in evidenza alcuni elementi di rilievo di questo caldo eccezionale: la durata, l´intensità dei valori (massimi, minimi e medi) e l’interessamento dell’area appenninica. "L'anomalia settimanale delle temperature massime è risultata quindi positiva, con valori compresi tra +4 °C nella bassa piacentina, fino a +10 gradi sui rilievi centro-orientali (riferimento climatico recente 2001-2015) - spiega l'Arpae -. La media delle massime nella settimana è rimasta oltre i 35°C su gran parte della regione e anche superiore ai 38°C nei territori centro-orientali".

"In gran parte della regione, le medie delle temperature massime della settimana sono state, in assoluto, le più elevate mai registrate nel periodo 2001-2015 negli stessi giorni, con scostamenti tra +1 e +6 °C, rispetto ai precedenti valori più elevati - prosegue l'analisi -. Diffusamente superati quindi, negli stessi giorni, i valori già alti rilevati nelle estati calde del 2012, 2007 e 2003. Anche le temperature minime sono state elevatissime e probabilmente da record anch’esse, oscillando intorno ai 30 °C, soprattutto nella fascia collinare e nelle città".

Prosegue il rapporto dell'Arpae: "La persistenza di uno strato molto caldo e secco (20-30% di umidità relativa) nei primi 500 metri di atmosfera, nella quale la temperatura permane sopra i 30°C anche di notte, come rilevato dal radiosondaggio effettuato il 3 agosto a S. Pietro Capofiume (Bologna), ha determinato fenomeni d´inversione (più tipici dell’inverno) con temperature localmente più alte in montagna e in collina rispetto alla pianura, soprattutto nella fase iniziale dell’onda di calore".

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