Dramma di Pasqua, Ancisi: "Ravenna-Glorie, la "strada omicidi" per eccellenza"

E' quanto afferma il capogruppo in Consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, a commento del drammatico incidente stradale nella notte di Pasqua costato la vita ad una giovane ravennate.

E' arrivato il momento di "alzare la voce e magari il pugno nei confronti della pur beneamata Regione Emilia-Romagna, affinché si preoccupi anche della viabilità strategica di Ravenna, cominciando da quei 15,9 chilometri della statale 16 Adriatica, tra Ravenna e Alfonsine". E' quanto afferma il capogruppo in Consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, a commento del drammatico incidente stradale nella notte di Pasqua costato la vita ad una giovane ravennate.

E' l’ennesimo tributo di sangue che la città di Ravenna paga a quella che, “risolto” (diciamo così) con una rotondina l’incrocio della statale stessa con la Ravegnana, può ben chiamarsene la strada omicidi per eccellenza - afferma Ancisi -. Il Pd toglie l’incomodo al governo nazionale, in attesa di rimuoverlo a più stretto raggio, lasciandone irrisolto il rimedio, promesso da trent’anni e poi affossato: che si chiama completamento della superstrada a due corsie Ravenna-Ferrara, parallela alla vecchia Adriatica. Da lungo tempo realizzata, per oltre la metà, tra Ferrara e Argenta e tra Taglio Corelli e Alfonsine, gliene mancano soltanto 16,5 chilometri tra Taglio Corelli e Argenta e 15,9 tra Alfonsine e Ravenna: quelli che, tagliando a metà Camerlona, Mezzano e Glorie, ne allungano a ripetizione la rovinosa serie di incidenti, anche inquinandone pesantemente l’atmosfera e l’acustica".

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"È questo il tratto maledetto dal Pd - prosegue l'esponente della lista civica -. Fu infatti il sindaco Mercatali, nel 2003, con la complicità del consiglio territoriale di Mezzano e senza neppure interpellare il consiglio comunale, a dare il via libera alla Regione per la costruzione della variante tra Alfonsine e Taglio Corelli, rinunciando così a pretendere il tratto Ravenna-Alfonsine da cui sarebbe stato logico cominciare, così come, all’inizio della storia, fu fatto dalla parte di Ferrara. L’illusione che Ravenna sarebbe seguita appena dopo è stata micidiale. La Regione ci ha messo sopra una pietra tombale un anno fa, commissionando all’Anas il progetto definitivo-esecutivo del tratto ferrarese Argenta-Ponte Bastia (100 milioni) ed inserendo nel Piano Regionale Integrato dei Trasporti (Prit) 2025 il tratto ravennate Ponte Bastia-Taglio Corelli (altri 120 milioni), ma lasciando a bocca asciutta nel deserto la congiunzione tra Ravenna e Alfonsine".

"Bisogna confidare che il nuovo governo, qualunque sia, ne imponga all’Anas l’immediata previsione di fattibilità - aggiunge Ancisi -. Anche perché, dopoché da par suo il ministro Delrio ha cestinato la nuova E55 tra Ravenna- Venezia, alternativa alla (assassina anche questa) statale Romea, l’unica celere possibilità di rompere l’isolamento di Ravenna dal nord-est dell’Italia e dell’Europa è proprio la superstrada Ravenna-Ferrara, grazie al collegamento con la contigua autostrada A13".

TELECAMERE SUL MATTATOIO - Prosegue Ancisi: Dall’ottobre 2015 Lista per Ravenna, pur battendosi strenuamente per il completamento della superstrada Ravenna-Ferrara , non è intervenuta sui numerosi incidenti avvenuti nel frattempo sulla vecchia Adriatica tra la città e Glorie. Ci ha pensato il Pd ad occuparsene di volta in volta attraverso il suo consigliere comunale Rudy Gatta, che, oltre ad essere di Mezzano, presiede la commissione dei Lavori Pubblici e delle (tutt’altro che disinteressate agli inesistenti collegamenti col nord-est di cui sopra) Attività Portuali. Il quale lo ha fatto però a modo suo, tacendo sul problema strutturale della viabilità, per limitarsi a chiedere di “installare un numero sufficiente di rilevatori di velocità” (26 giugno 2017) e poi, dopo una grave disgrazia sulle strisce penali, a raccomandare (22 novembre 2017) al comandante della Polizia municipale (perché no al sindaco, o al vice-sindaco-assessore al ramo, o all’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità?) “di fare qualcosa, e in fretta, perché la Statale 16 cessi di essere un mattatoio”, utilizzando “ogni strumento in grado di diminuire la pericolosità della statale, dalle telecamere all’illuminazione degli attraversamenti pedonali”. Interventi sacrosanti, ma il minimo sindacale (inteso del sindaco), e non già da adesso, implorati con l’occasione anche dalla presidente Pd del consiglio territoriale di Mezzano, Maria Gloria Natali".

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Ancisi chiede se "sia giunto il momento, per la prima volta nella storia dei sindaci repubblicani, di alzare la voce e magari il pugno nei confronti della pur beneamata Regione Emilia-Romagna, affinché si preoccupi anche della viabilità strategica di Ravenna, cominciando da quei 15,9 chilometri, tra Ravenna e Alfonsine". Inoltre intende conoscere "con quali fatti l'amministrazione De Pascale ha dato risposta, dal 26 giugno scorso, alle pur minime richieste avanzate dai presidenti Rudy Gatta e Maria Gloria Natali, per “diminuire la pericolosità” di tale tratto".

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