Porto, il progetto hub approda in Consiglio: ecco la road map

Tra 6,5 chilometri di nuove banchine, 4,7 milioni di metri cubi di fanghi da dragare. Per una gara da 235 milioni di euro

Dopo averlo svelato pubblicamente, e depositato al ministero, il presidente dell'Autorita' portuale di Ravenna, Daniele Rossi, ha portato mercoledì in Consiglio comunale, il progetto per rendere il Candiano un hub portuale. Tra 6,5 chilometri di nuove banchine, 4,7 milioni di metri cubi di fanghi da dragare. Per una gara da 235 milioni di euro. Mettendo in luce "la volonta' comune di rendere fattibile il progetto", parlamentari inclusi, e il "grande dialogo con gli operatori portuali". E annunciando entro ottobre l'accordo con Rfi per le due sottostazioni merci in sponda destra e sinistra del canale, che saranno a ridosso delle piattaforme logistiche. "E' una questione di giorni", ha sottolineato. Tra i punti di forza del progetto, ha argomentato in Aula, c'e' la valorizzazione della penisola Trattaroli, "un'area di grande sviluppo su cui facciamo affidamento". E la speranza di arrivare in bonis a ottenere le terre necessarie dai privati, senza bisogno di ricorrere a espropri.

Ora, ha proseguito Rossi, gli occhi sono puntati sui 13 enti coinvolti nell'esame del progetto. "Li seguiremmo passo a passo, un tempo reale". Insomma davanti c'e' "una lunga permanenza romana per velocizzare al massimo l'iter di approvazione". L'obiettivo e' prima del prossimo febbraio consegnare la documentazione al Cipe in modo da essere inserita in una delle ultime sedute della legislatura. E partire con i lavori a inizio 2019. Si tratta, ha concluso, del "primo passaggio, 12,50 metri non sono sufficienti per le sfide del futuro. I 14,50 sono l'obiettivo del piano regolatore e delle due fasi del progetto", che non e' il migliore possibile perche' doveva muoversi in un cornice data. "Molte scelte sono condizionate dalla non possibilita' di scelta, ma cosi' siamo convinti di andare avanti". Se si fanno ora 27 milioni di tonnellate di merci entro 10 anni saranno 36. "Con 14,50 e' possibile".

La maggioranza

Anche il sindaco Michele De Pascale ha sottolineato l'importanza di non trasformare Trattaroli in una cassa di colmata, mettendo in luce che si tratta del "progetto della citta' di Ravenna". Con lui dai banchi della maggioranza Giannatonio Mingozzi del Partito repubblicano. Che ha evidenziato inoltre come la tipologia di intervento e' "tutt'altro rispetto a quella di Galliano Di Marco ed evita i contenziosi". Senza dimenticare che "il tema Trattaroli e' finalmente inserito bene". Per il dem Rudy Gatta il progetto "segnera' il destino del territorio" e tiene insieme "ambizione e gradualita' di intervento. Il porto e' come un condominio da ampliare e che ha bisogno di manutenzioni". La capogruppo di Movimento democratico progressista, Mariella Mantovani, ha definito il progetto "fondamentale". E il collega di Ama Ravenna, Daniele Perini, ha parlato di "giornata epocale"; Michele Distaso di Sinistra per Ravenna ha messo in luce che c'e' "l'idea di futuro della citta'. Il suo volto sara' cambiato".

L'opposizione

Tra le fila dell'opposizione Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna boccia l'obiettivo dei 14,50 metri, "assolutamente sproporzionati anche in prospettiva". Ma "non si sono voluti accantonare gli interessi non pubblici". E ha puntato il dito contro Sapir: "E' stata l'ostacolo maggiore" allo sviluppo del porto e ora beneficera' di un "grande business" essendo la proprietaria dell'area Nadep e dell'area Logistica 1. Si dovra' "lavorare a testa bassa, tutti assieme, sperando di rispettare i tempi", dopo ritardi decennali, ha affermato Massimo Alberghini del gruppo omonimo. Mentre Marco Maiolini di Cambiera' ha stigmatizzato che si poteva partire almeno due anni fa. Ma ben venga che si cominci dalla "zona piu' problematica. Spero- aggiunge- che le previsioni sui tempi siano pessimistiche".

Alberto Ancarani di Forza Italia ha confermato che "l'interesse della citta' e' che si vada avanti in fretta", ma se la legislatura durasse meno, avverte, "c'e' il rischio di non arrivare al Cipe". Ci sono poi i nodi infrastrutture e casa Nadep. Bacchettata infine per la Regione: il suo porto "favorito", per gli interventi sui collegamenti stradali, e' La Spezia. Da Massimo Manzoli di Ravenna in Comune sono arrivati interrogativi su banchine, impatto ambientale del trasporto dei sedimenti e sulla mancanza di manutenzione. Hanno "bisticciato" per motivi legati a dichiarazioni sui social Veronica Verlicchi della Pigna e Samantha Gardin della Lega Nord. Nello specifico dell'intervento la primaha attaccato Sapir, che "ha bloccato il progetto precedente", e la Pir e Guido Ottolenghi che "non volevano che fosse espropriata". Per la seconda "il progetto deve correre e serve la volonta' di tutte le forze politiche". (fonte Agenzia Dire)

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