Svastiche coperte dagli antifascisti: "La pulizia spettava al Comune". E Maestri scrive ai Ministri

Non si placano le critiche sull'operazione della Rete antifascista di Ravenna, che nei giorni scorsi ha coperto alcune svastiche realizzate sulle mura di una scuola della città con disegni realizzati con bombolette spray

Immagine di repertorio

Non si placano le critiche sull'operazione della Rete antifascista di Ravenna, che nei giorni scorsi ha coperto alcune svastiche realizzate sulle mura di una scuola della città con disegni realizzati con bombolette spray. Martedì in consiglio comunale il vicesindaco Eugenio Fusignani, a nome della Giunta, ha risposto a un question time del consigliere di Forza Italia Alberto Ancarani dal titolo "Quali provvedimenti contro la sedicente rete antifascista che imbratta fingendo di fare opera benemerita?".

Ravenna in Comune: "Chi disegna svastiche e chi le cancella messo sullo stesso piano"

"Alcuni muri da mesi erano imbrattati con simboli fascisti (e da mesi erano state fatte segnalazioni) - spiega il capogruppo di Ravenna in Comune Massimo Manzoli - Alcuni cittadini, stanchi di vedere slogan fascisti, lì hanno trasformati tentando di coprirli. Il vicesindaco in tutto il suo intervento meramente tecnico ha orgogliosamente spiegato della celerità con cui ha segnalato gli antifascisti alle autorità, e altrettanto orgogliosamente ha spiegato di come il comandante della Polizia municipale avesse già provveduto ad avviare il riconoscimento degli autori. Mai il vicesindaco ha affrontato il tema politico lasciando un vuoto in sala che fa più rumore di mille parole: dalle risposte passa la linea che per la Giunta inneggiare al fascismo su un muro è politicamente la stessa cosa del tentare di cancellare quei segni. E non stiamo parlando di un rincorrersi veloce di eventi, ma di simboli fascisti che chi amministra la città ha il dovere di eliminare, ma che invece sono stati lasciati intonsi per mesi. Mi sarei aspettato una presa di posizione seria, delle scuse per non esser intervenuti in tempo: e invece l’unica cosa emersa è il vanto della celerità nell’agire contro gli antifascisti. Tanto che Ancarani non ha potuto che ritenersi soddisfatto di tutta la risposta. Veramente tutta la Giunta mette sullo stesso piano chi disegna svastiche e chi le cancella? Veramente nessuno trova il coraggio di chiedere scusa per non essere intervenuti per ripulire i muri dai simboli fascisti? Veramente la città medaglia d’oro al valore militare per il contributo nella Liberazione dai nazi-fascisti merita tutto ciò?".

Possibile: "Interrogazione ai Ministri"

Sulla vicenda della criminalizzazione dei murales antifascisti è intervenuto anche Andrea Maestri, della segreteria nazionale di Possibile, che ha annunciato di essere intenzionato a presentare un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’Interno. "Inaccettabile, oltre che fuori dai binari della Costituzione, considerare svastiche e fiori disegnati per coprirle sullo stesso piano giuridico, politico e culturale - commenta Maestri - Il fascismo e l’antifascismo non sono due opzioni alternative. Il fascismo è reato, l’antifascismo è elemento costitutivo - costituzionale, appunto - della Repubblica. L’antifascismo - a differenza del fascismo e del nazismo - non è un’opzione politica o ideologica tra le tante o una bandiera tra le altre. La criminalizzazione di un gesto altamente simbolico di pulizia e riparazione in una città decorata medaglia d’oro al valor militare per il suo contributo alla Resistenza e alla Liberazione è grave e inaudita, e spiace dover registrare la timidezza delle istituzioni statali di fronte ai rigurgiti neofascisti e la sospetta solerzia punitiva nei confronti dell’antifascismo militante. È una deriva grave, che sottintende ignoranza storica e strabismo giuridico e che non lascerà indifferenti le forze politiche democratiche e antifasciste".

Articolo 1 - Movimento democratico progressista: "Rimediare da sè non è la risposta"

"Disegni di svastiche e qualsiasi simbolo inneggiante il nazifascismo sono una deturpazione e un insulto inaccettabile verso la storia di Liberazione di Ravenna, città medaglia d’oro per la Resistenza. Per questo, chiediamo che le istituzioni si attivino rapidamente, rimuovendo ogni traccia, ogni simbolo, ogni volta ce ne fosse necessità, coinvolgendo anche il Comitato Antifascista promosso e attivato dal sindaco De Pascale, come mezzo di segnalazione. In ogni caso, crediamo che, ricoprire le scritte e i simboli, come fatto recentemente, cercando di rimediare da sè, non sia la giusta e sufficiente risposta al problema. C’è bisogno innanzitutto di una battaglia culturale contro qualsiasi sintomo di intolleranza e odio, una battaglia che deve essere fatta, però, sia fuori che dentro le istituzioni. Non ci abbassiamo al gioco della destra che, nell’ultimo consiglio comunale, in modo se non subdolo comunque ambiguo, ha segnalato questi fatti solo quando qualcuno è intervenuto a ricoprire i simboli, rimanendo però zitta quando quegli stessi simboli erano presenti da più di un mese, cercando quasi di equiparare le due azioni. Imbrattare un bene pubblico non è mai ammissibile, ma equiparare questo a chi disegna simboli nazifascisti, denunciabili appunto per apologia di fascismo, è una falsità. Come, d’altronde, non sono ammissibili le ronde di Forza Nuova che, nonostante le numerose segnalazioni e proposte, tra tutte quella dell’Anpi per la messa al bando dei movimenti neofascisti, continuano indisturbate, con tanto di propaganda anche sui social network".

Anpi di Alfonsine: "Inaccettabile mettere sullo stesso piano fascisti e antifascisti"

Un duro giudizio arriva anche dal Presidente dell’Anpi di Alfonsine Claudio Fabbri, in relazione alla presa di posizione del Comune di Ravenna contro la rete antifascista: "Da un Comune come Ravenna, decorato Medaglia d’Oro della Resistenza, mi aspettavo maggiore sensibilità antifascista - commenta Fabbri - Per mesi svastiche e altri simboli hanno campeggiato indisturbati su quei muri, e non appena un gruppo di cittadini si è stufato di una simile vergogna (e quando dico vergogna mi riferisco all’inerzia dell'amministrazione comunale di Ravenna) e ha provveduto alla cancellazione di quello scempio, lo stesso Comune si è affrettato a puntare il dito contro la rete antifascista chiedendo di procedere penalmente. Io trovo inaccettabile che un'amministrazione che si richiama ai valori dell’antifascismo e che governa Ravenna metta sullo stesso piano chi imbratta un muro con svastiche e chi invece, stante l’inerzia del Comune, ricopre i simboli dell’orrore con cuori e fiori. Parteciperò al sit-in organizzato dalla rete antifascista a Ravenna per il 5 ottobre alle 18 in piazza del Popolo perchè trovo inaccettabili queste posizioni del Comune di Ravenna. Mi aspetterei anche una reazione dell’Anpi provinciale su questo punto".

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