Accademia, l'associazione Dis-Ordine: "Vogliamo un confronto pubblico con il sindaco"

"Invitiamo il sindaco a scegliere entro breve tempo giorno e luogo in cui potremo consegnare ufficialmente le firme raccolte dalla petizione e avviare un confronto pubblico"

Negli ultimi giorni il futuro incerto dell'Accademia di belle arti ha fatto discutere l'opinione pubblica e politica, in merito soprattutto all’esclusione dell'accademia dal percorso di statizzazione avviato di recente dal ministro all’istruzione Valeria Fedeli, che ha siglato un accordo triennale con tre delle cinque accademie storiche italiane, Perugia, Genova e Verona (lasciando fuori Ravenna e Bergamo).

"Dopo il progressivo smantellamento di quasi tutta l'offerta formativa, unica ed esclusiva al mondo su tutto l’asse formativo dalle medie alle scuole di specializzazione post diploma, egregiamente costruita a Ravenna nel corso del Novecento, la città apre le porte del terzo millennio con due u niche scuole superstiti e a rischio, anche per le quali si stanno conducendo soluzioni a porte chiuse" - commentano i membri dell'associazione Dis-ordine - Il destino delle Istituzioni pubbliche, proprio perché tali, deve essere costituzionalmente trasparente e possibilmente condiviso dalla cittadinanza e da chi detiene la memoria storica della cultura ravennate".

A gennaio l'associazione ha lanciato una petizione, firmata da 1000 persone, per riportare in centro la sede dell'Accademia. "Ai molti interrogativi in merito - prosegue l'associazione - pubblicamente firmati e trasparenti, si risponde privatamente in maniera sbrigativa e infastidita, sul prossimo rinnovo della convenzione dell’Accademia di Belle Arti con Bologna oppure sulla sua autonomia, così come di fronte alla richiesta del suo trasferimento in centro, come anche sul problema dell’insegnamento dell’arte del mosaico nella scuola secondaria superiore. Invitiamo il sindaco di Ravenna a scegliere entro breve tempo giorno e luogo in cui potremo consegnare ufficialmente le firme raccolte e avviare un confronto pubblico in cui l’amministrazione comunale si misuri, assieme a tutte le forze politiche, istituzioni, cittadinanza attiva affinché possa essere chiaro a tutti il percorso che si intende intraprendere per la salvaguardia delle istituzioni artistiche legate alla formazione sul linguaggio artistico del mosaico ravennate, in una visione ampia per rivendicarne la qualità e la sua trasmissione alle generazioni future".

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