Boom di Hikikomori, sempre più giovani 'eremiti sociali': "Avviare un protocollo d'intesa"

È quanto chiedono in una interrogazione indirizzata alla giunta Raffaella Sensoli e Andrea Bertani, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, dopo la diffusione dei dati della ricerca “Adolescenti eremiti sociali"

Un protocollo d’intesa che coinvolga Regione, Ufficio scolastico regionale e Ordine degli psicologi per cercare di mettere un freno al preoccupante fenomeno che colpisce soprattutto gli adolescenti che si isolano nella loro stanza rinunciando a relazionarsi con il mondo esterno. È quanto chiedono in una interrogazione indirizzata alla giunta Raffaella Sensoli e Andrea Bertani, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, dopo la diffusione dei dati della ricerca “Adolescenti eremiti sociali” realizzata dall’Ufficio scolastico regionale che ha rilevato 346 casi segnalati nelle scuole della nostra regione e che ha indagato il fenomeno degli “Hikikomori”, termine giapponese che significa “stare in disparte”.

Rifiutano la scuola e vivono chiusi in camera: a Ravenna segnalati 24 'Hikikomori'

Nella Provincia di Ravenna i casi di presunti hikikomori segnalati sono stati 24: sei frequentano la scuola secondaria di primo grado (tre maschi e tre femmine) e 18 quella di secondo grado (sette maschi e undici femmine). Le ragioni che spingono i ragazzi verso il ritiro sociale sono diverse, ma ruotano sempre intorno al timore di fallire, di essere giudicati e derisi, o dal rifiuto di pressioni sociali ritenute eccessive e contrarie ai propri desideri o aspirazioni. Nella loro interrogazione i due consiglieri chiedono alla Giunta se "non ritenga opportuno promuovere sull’intero territorio regionale la cultura e la definizione di strategie d’intervento su questo fenomeno, allo scopo di promuovere sia una sua maggiore conoscenza, sia una presa in carico più completa e proficua da parte di tutti i soggetti coinvolti, attivando e consolidando, laddove possibile, tutte le opportune forme di collaborazione e integrazione tra le diverse istituzioni e servizi. Anche per questo crediamo sia necessario realizzare e un protocollo d’intesa tra la Regione, l’Ufficio Scolastico regionale, l’Ordine degli psicologi e le associazioni che sul territorio nazionale e regionale si occupano di questi casi per la definizione di strategie d’intervento sull’emergente fenomeno del ritiro sociale volontario", concludono Sensoli e Bertani. 

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