Proteste in stazione, la Regione: "Se non si risolve in fretta chiederemo di tornare al vecchio orario"

L'assessore Raffaele Donini: "Pensiamo che nelle prossime settimane si possa ripristinare la quasi totalità delle relazioni contenute nel precedente orario"

I disagi dei pendolari approdano in Assemblea legislativa con due interrogazioni a risposta immediata presentate da Partito democratico e Movimento 5 stelle. Scelte condivise con i territori e "non prese sulla loro testa", che non penalizzino le piccole stazioni, "visto che ad oggi molte fermate sono state soppresse", ma che vadano incontro alla richiesta, per cui è stato creato il nuovo orario, di riduzione dei tempi di percorrenza dei viaggi da e per Bologna. Richieste che si sono levate dal Dem Mirco Bagnari e dal Cinque stelle Andrea Bertani.

"Dobbiamo pretendere - ha manifestato Bagnari - che il gestore dei servizi non faccia scelte sulla testa dei territori. Per abbattere i tempi di percorrenza non si devono cancellare le fermate: così siamo capaci tutti a efficientare i servizi. Ai tagli vanno aggiunti i costanti ritardi dei nuovi treni. Il gestore deve fare le scelte per erogare un servizio migliore ai pendolari, cittadini e territori e non sulla loro testa". Bertani ha invece puntato il dito contro la Regione: "Non credo che il nuovo orario non sia stato 'bollinato' dalla Giunta. Non doveva scoprire sulla pelle dei pendolari che non funzionavano. I tempi più brevi di percorrenza piacciono a tutti ma non devono essere né una scusa per tagliare fermate né un miraggio. Vorrei ricordare all'assessore Donini che esistono pendolari anche nelle piccole stazioni e che la Romagna non termina a Rimini ma va oltre. Ci dicono che da marzo verranno rimodulati i Frecciabianca trasformandone molti in Frecciarossa: sono treni che i pendolari utilizzano. Se non ci saranno più, i pendolari si riverseranno sui regionali andando a creare ancora più affluenza su quei convogli".

Il nuovo orario dei treni è in vigore da domenica 9 dicembre 2018 e sta causando malumori tra pendolari e studenti delle stazioni intermedie fra Imola e Bologna e fra queste e le località a est di Forlì o lungo la Castelbolognese-Ravenna, come nel caso di Godo, o fra Ravenna e Rimini, come a Classe. "Sia chiaro - ha specificato l'assessore Raffaele Donini - che la Regione non ha certo l'attitudine a spendere tre milioni di euro in più per creare problemi in più al territorio. Sono emerse alcune criticità per la soppressione di alcune fermate intermedie e alcuni problemi riguardanti le coincidenze con l'uscita degli studenti di alcuni istituti scolastici, quest'ultimi affrontati e risolti con servizi sostitutivi su gomma. Quando si sono accertate le prime criticità ho chiesto e ottenuto che si istituisse un coordinamento tecnico permanente tra Trenitalia, Regione, Comuni e territorio Ravennate, Ferrarese, Città Metropolitana e azienda di trasporto pubblico per valutare quali correttivi immediati apportare al nuovo orario. Sulla linea Ravenna-Ferrara non era stata richiesta alcuna modifica: pensiamo che nelle prossime settimane si possa ripristinare la quasi totalità delle relazioni contenute nel precedente orario".

L'assessore ha chiuso rimarcando: "Siamo anche disponibili, nel caso in cui le criticità non si risolvessero rapidamente, a richiedere a Trenitalia l'immediata applicazione del vecchio orario confidando di realizzare l'obiettivo della velocizzazione della linea Ravenna-Bologna nel momento in cui saranno effettuati i necessari investimenti infrastrutturali sulla linea da parte di Rfi, investimenti contenuti nei contratti di programma con lo Stato per i quali abbiamo già richiesto l'assoluta priorità". L'interrogazione a risposta immediata del Pd è stata firmata da Mirco Bagnari, Paolo Calvano, Nadia Rossi e Francesca Marchetti. L'atto dei Cinque stelle da Andrea Bertani.

Bignami (Forza Italia): "Piccole stazioni non devono essere penalizzate"

Anche il deputato di Forza Italia, Galeazzo Bignami, ha presentato una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Da quando c’è stata la riorganizzazione, con conseguente modifica degli orari – spiega Bignami – continuano a giungerci segnalazioni. Nel ravennate, ad esempio, i pendolari si sono ritrovati a dover fare i conti con la cancellazione di alcune fermate nelle stazioni minori. Come nel caso della piccola stazione di Godo, frazione del comune di Russi, dove è stata organizzata anche una manifestazione da parte dei residenti e dei pendolari”.

“Tale riorganizzazione è frutto di un accordo tra Regione Emilia-Romagna e Trenitalia, di potenziamento della tratta Bologna-Ravenna. L’intento, certamente positivo, si è scontrato però con una riorganizzazione che vede tagliate fuori numerose piccole stazioni, centri nevralgici per le piccole comunità che meritano di essere valorizzate e promosse, anche sul fronte del trasporto pubblico. La scelta di tagliare, quasi linearmente, tali fermate appare riduttiva, semplicistica e non tiene in considerazione le esigenze delle migliaia di pendolari che viaggiano e partono dalle piccole stazioni”, prosegue il deputato.

Nei giorni scorsi il deputato Bignami era intervenuto anche per le criticità registratesi nella tratta Rimini-Viserba-Cesenatico dove Trenitalia avrebbe soppresso il treno delle 14:26 sostituendolo con quello delle 13:49. “Si stanno pertanto verificando disagi per gli studenti che escono da scuola alle 13:55 e che devono dunque attendere oltre un’ora per tornare a casa. Diverse famiglie avevano sottoscritto un abbonamento per i loro ragazzi confidando proprio nella presenza del treno alle 14:26”, prosegue Bignami. Con l’atto ispettivo Bignami chiede al Ministero di intraprendere ogni azione utile per superare le criticità e “rivedere completamente la riorganizzazione di Trenitalia che non deve penalizzare le piccole stazioni e le piccole comunità”.

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