Scuole e mosaico, "E' a forte rischio l’autenticità della tramanda musiva ravennate"

"L'emergenza c'è - evidenzia l'associazione Dis-Ordine -. Nel 2010 lo storico Istituto d’Arte per il Mosaico di Ravenna, pur scegliendo il percorso di licealizzazione, aveva già anticipato il problema, ma non si aspettava un doppio sacrificio"

"E' a forte rischio l’autenticità della tramanda musiva ravennate". E' l'allarme che lancia Il consiglio direttivo dell’Associazione Dis-Ordine composto da Mariella Busi, Marcello Landi, Fulvio Fiorentini, Giuliano Babini, Elena Pagani, Daniela Caravita, Dusciana Bravura, Stefano Cangini, Elisa Simoni Federico Zanzi, Anna Togni e Agnese Navoni. A Ravenna sono due i corsi specifici al Liceo artistico Nervi-Severini di Ravenna, con circa 250 ragazzi iscritti sugli 800 complessivi. 

Il caso è stato ripreso anche dal "Sole 24 Ore", evidenziando come il nodo parta dalla riforma Gelmini del 2010 che ha “licealizzato” gli istituti d’arte. Con la revisione delle classi di concorso del Miur del 2015, però, si è perso il codice di insegnamento specifico dell’arte del mosaico, confluita nella voce generica delle discipline artistiche: da allora un docente senza alcuna competenza musiva può avere la cattedra nei corsi di specializzazione di mosaico".

"L'emergenza c'è - evidenzia l'associazione Dis-Ordine -. Nel 2010 lo storico Istituto d’Arte per il Mosaico di Ravenna, pur scegliendo il percorso di licealizzazione, aveva già anticipato il problema, ma non si aspettava un doppio sacrificio. La Legge 107 sulla Buona Scuola reintroduce parte del curricolo delle Scuole d’Arte: la didattica laboratoriale, l’interdisciplinarietà, contatti più stretti con il territorio, su questo siamo tutti d’accordo, ma il problema per Ravenna è un altro, con pesanti ricadute sulla trasmissione dell’arte del mosaico ravennate. La questione è strutturale. La classe di concorso per l’insegnamento del mosaico nella nuova riforma non esiste più, non ci sarà più un concorso specifico per l’insegnamento del mosaico e di conseguenza neanche una graduatoria tant’è che all’Esame di Stato la prova di indirizzo che giunge dal ministero è generica e le competenze sul mosaico non sono richieste".

"In una città in cui si sta affermando come unico modello culturale la realizzazione di gadget in mosaico per turisti e non progetti nel segno del dialogo tra il linguaggio artistico del mosaico e le altre arti visive, al passo con la tecnologia, è a forte rischio quindi l’autenticità della tramanda musiva ravennate con la scomparsa dell’ultima scuola del mosaico deputata alla trasmissione dei saperi specifici che dovrebbe trovare un naturale sbocco formativo negli studi superiori della storica Accademia di Belle Arti della città - continuano -. Ravenna sembra si stia accorgendo ora del bene prezioso che possiede. L’iniziativa dei consiglieri Chiara Francesconi e Giannantonio Mingozzi del Pri ravennate, che ringraziamo sentitamente, fa riemergere il problema, a pochi giorni dal dibattito sull’opportunità di riportare in centro l’Accademia di Belle Arti".

"Ringraziamo tutte le componenti politiche che difenderanno la causa del mosaico presso le Istituzioni, i critici, gli storici dell’arte già coinvolti sul problema come Philipe Daverio, Vittorio Sgarbi, Flavio Caroli e la stessa Cristina Mazzavillani Muti grazie alla quale è stato intrapreso un contatto importante con il Ministro Franceschini per sensibilizzare il Mibact in funzione dell’aspetto culturale della questione.  Auspichiamo e attendiamo fiduciosi gli esiti di una presa di posizione unanime del Consiglio Comunale, entro breve, degna di una Città d’Arte che, a partire dai restauri dei mosaici delle basiliche ravennati, oggi patrimonio Unesco, promossi all’inizio del Novecento da Corrado Ricci, direttore della prima Soprintendenza d’Italia in Ravenna, fino al dialogo culturale con artisti dell’inizio del secolo scorso, da Klimt alle Avanguardie storiche fino a Gino Severini, Chagall, Balthus e ai contemporanei come Mimmo Paladino e Afro contribuendo, in questo modo, all’affermazione nel mondo di Ravenna Capitale del Mosaico".

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