Terremoto, vertice in Prefettura. L'Ingv: "A Ravenna sono possibili scosse fino a magnitudo 6"

"Ci sono infatti le stesse strutture che passano sotto la città che hanno generato il sisma di Ferrara del 1570, oppure quello di Mirandola del 2012. Sono strutture analoghe che possono riattivarsi"

"Nell’area di Ravenna ci possono essere terremoti di magnitudo 6, ma non sappiamo ovviamente quando potrebbero realizzarsi. Ci sono infatti le stesse strutture che passano sotto la città che hanno generato il sisma di Ferrara del 1570, oppure quello di Mirandola del 2012. Sono strutture analoghe che possono riattivarsi”. E' quanto dichiara martedì, a seguito del terremoto avvenuto nella notte, il presidente nazionale dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Carlo Doglioni, in un’intervista ad Agenzia Stampa Italia. “Il terremoto, delle ultime ore, in Emilia Romagna e in diverse regioni italiane – spiega l’esperto è legato alla subduzione della placca adriatica al di sotto dell’Appennino. Il presidente dell’Ingv invoca “l’alfabetizzazione sismica”, sensibilizzando i cittadini, a partire dalle scuole elementari in merito ai rischi che corre, invitando l’opinione pubblica a chiedersi “se le proprie case e scuole sono antisismiche”, invitando anche il governo a incidere “sull’importanza dell’informazione e dell’istruzione. Deve essere poi il cittadino che si deve chiedere se la propria casa è in grado di resistere a un terremoto, domandarsi se la propria zona è sismica o meno”.

Nel frattempo martedì mattina il Capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli, accompagnato dall’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo, è stato in Prefettura, dove era in corso una riunione del Coc (Centro operativo comunale) dalla quale è uscita la conferma che al momento non si registrano danni di particolare rilievo. Erano presenti, oltre al Prefetto, rappresentanti di tutte le istituzioni e le forze operative coinvolte nella gestione della situazione. Nelle prossime ore saranno forniti ulteriori aggiornamenti circa l’esito dei controlli nelle scuole del territorio comunale.

Nel dare il benvenuto a Borrelli, il prefetto Enrico Caterino ha fatto un breve riassunto della situazione, ricordando che il sisma si è verificato al largo, tra Ravenna e Cervia, a una profondità di circa 16 chilometri, ed ha avuto una magnitudo che inizialmente è stata valutata 4,9 e poi riclassificata a 4,3. La natura del sisma è stata sussultoria, per cui i danni sono stati molto contenuti. Sono seguite alcune scosse minori.

IL VIDEO - Terremoto, Protezione Civile: "Emilia Romagna Regione modello per eventi sismici"

“Ringrazio il Capo dipartimento della Protezione civile – ha detto il Prefetto – per l’attenzione e la sensibilità dimostrate con questa sua visita. Fin da subito dopo la scossa sono partiti i contatti telefonici con i sindaci di Cervia e Ravenna e a Ravenna è stato attivato il Coc. Lo spavento è stato forte ma possiamo dire che i danni sono assolutamente contenuti, quasi irrilevanti. Poiché nel comune di Ravenna ci sono circa 90 plessi scolastici, si è valutato che sarebbe stato impossibile verificare le condizioni di tutte le strutture nel corso della notte e si è deciso a scopo precauzionale di tenere le scuole chiuse nella giornata di martedì. A Cervia le strutture scolastiche sono in numero inferiore, ed è stato possibile procedere già da stamattina alla regolare apertura. Ci siamo appena confrontati con tutti gli enti e soggetti coinvolti nella gestione delle varie strutture pubbliche del territorio e non sono emerse criticità particolari. Ai Vigili del fuoco sono giunte alcune segnalazioni da privati cittadini, ma anche in questo caso si sono rivelate relative a situazioni non critiche. Alcune verifiche sono ancora in corso, ma come detto, non sono emerse criticità particolari. Da parte di tutte le istituzioni e le forze operative coinvolte si è riscontrata un’ottima risposta nella gestione della situazione, una proficua sinergia e collaborazione”.

“La mia presenza qui – ha detto Borrelli – vuole essere un segno di ringraziamento e di vicinanza, da parte dell’intero dipartimento di Protezione civile e del Governo. E’ stata saggia e opportuna la decisione assunta dal sindaco del Comune di Ravenna, di tenere chiuse le scuole per fare i dovuti controlli, tanto più che in genere le strutture scolastiche sono tra quelle più fragili. Voglio complimentarmi con i Comuni per come hanno gestito la situazione. Ho potuto poi notare che la cittadinanza ha reagito molto bene, comprendendo la serietà della situazione ma nello stesso tempo affrontandola lucidamente e serenamente. Siamo un Paese che si muove e questo ci dovrebbe spingere da un lato a pianificare strumenti sempre più all’avanguardia di allertamento della popolazione, cosa che stiamo facendo con una nuova piattaforma di allerta automatico, dall’altro a incentivare sempre di più il ricorso, da parte della popolazione, al cosiddetto bonus sisma, che permette di aumentare la qualità del costruito”.

All’intervento di Borrelli sono seguiti quelli di Michele de Pascale, sindaco e presidente della Provincia di Ravenna, e di Luca Coffari, sindaco di Cervia. De Pascale ha ringraziato Borrelli “a nome di tutta la comunità ravennate e provinciale per un gesto di attenzione che è stato molto apprezzato e che gratifica anche il lavoro di tutti quelli che dalla scorsa mezzanotte si stanno impegnando nei controlli e in tutte le altre attività necessarie. La paura è stata tanta. La scossa è stata avvertita molto forte e in un primo momento si temevano conseguenze serie. La risposta dei cittadini è stata eccezionale, perché alla comprensibile paura iniziale è seguita un lucida compostezza. Fondamentale è stato proprio il supporto della cittadinanza e degli organi di stampa nel condividere tutte le informazioni di servizio che abbiamo diramato attraverso i nostri canali, accompagnate dalle buone pratiche da mettere in atto in caso di terremoti. In prima battuta abbiamo valutato le condizioni degli edifici maggiormente sensibili, a partire dall’ospedale, e poi abbiamo preso la decisione di tenere chiuse le scuole, perché sarebbe stato materialmente impossibile verificare 90 plessi in tempo utile. E naturalmente subito dopo abbiamo pensato al nostro preziosissimo patrimonio monumentale”.

Coffari ha ribadito che “anche a Cervia non si sono riscontrati particolari danni; attraverso i canali social abbiamo fatto una informazione importante e capillare. Le persone erano comprensibilmente turbate, ma hanno trovato un punto di riferimento nei canali istituzionali. Abbiamo monitorato il centro storico, le strade e le scuole; abbiamo subito sentito i vigili del fuoco, che hanno ricevuto alcune chiamate ma non richieste di interventi”. L’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo, che ha portato il saluto e il ringraziamento del presidente della Regione Stefano Bonaccini, ha sottolineato come la gestione della situazione sia stata una positiva opportunità di verifica di come eventi di questo tipo siano affrontati in perfetta sinergia tra le diverse istituzioni e forze operative che fin dai primi momenti dopo il terremoto hanno operato a Ravenna, a Cervia e nei comuni limitrofi. Anche la Regione, come prevedono le procedure, ha attivato il Centro operativo regionale, Ciò che si è verificato in queste ore rafforza ulteriormente la convinzione che in questo ambito dobbiamo continuare a lavorare lungo una strada già intrapresa, che è quella di costruire un sistema di protezione civile che sappia mantenere questo gioco di squadra, che ne costituisce il principale punto di forza e che abbiamo saputo mettere in campo anche su altri fronti. E l’atteggiamento maturo e preparato della cittadinanza dimostra anche quanto sia stato e quanto sia importate investire sul tema della cultura di auto protezione, cosa che facciamo con impegno da anni”.

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