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Degrado urbano

Problemi a strade e trasporti, Maiolini (Gruppo Misto): "Viviamo in un perenne stato d'emergenza"

Redazione

Perché esiste l’emergenza? La zona del forese collegata alla città dalla via ravegnana, dopo il crollo tristemente noto della chiusa che l'ha reso intransitabile, è in “emergenza”. Le strade alternative percorribili, visto l’aumento improvviso del traffico, hanno palesato uno stato “d’emergenza”. La zona della rotonda Gran Bretagna e il Ponte Nuovo, causa anche l’apertura di un'ulteriore supermercato, è in “emergenza traffico”. La carenza del servizio di trasporto pubblico che collega in particolare il forese con la città, ma anche il taglio delle fermate alle stazioni dei treni utilizzati in particolare dai pendolari, ci porta ad un’altra “emergenza trasporti e traffico”. Insomma: perchè viviamo in una continua emergenza? A questo punto una domanda dobbiamo farcela: perché la gestione dell'ordinario in questo paese si trasforma spesso in emergenza? Io sono convinto che tante "emergenze" non dovrebbero esistere, se non vi fosse una mancanza di programmazione e di progettazione. Persino il fenomeno naturale catastrofico potrebbe essere annoverato tra la gestione della normalità, se si è ben preparati e ben coordinati, ma questi sono ovviamente casi estremi. Come si pretende di parlare d’emergenza quando per collegare due capoluoghi di provincia come Ravenna e Forlì non sono mai stati programmati percorsi più sicuri e proporzionati al traffico odierno, lasciando come via principale di collegamento una strada sopra l'argine di un fiume importante come il Ronco? Stessa cosa per il problema traffico sul Ponte Nuovo: qui si sarebbe dovuto realizzare il nuovo ponte vicino la rotonda Croazia, che avrebbe agevolato l’accesso alla zona ovest di Ponte Nuovo, sgravando il traffico sulla Romea Sud, invece di affidarsi alla speranza, ad oggi scemata, che il privato iniziasse i lavori del comparto di POC che prevedevano la partecipazione alla realizzazione dell'importante infrastruttura. Non essendo riusciti a programmare un trasporto pubblico veramente efficiente, parallelamente a un discorso di educazione civica alla mobilità sostenibile, oggi ci troviamo in emergenza inquinamento. Arriviamo anche a parlare di emergenza piscina che non lascia spazio a nessuna programmazione, se non alla prospettiva di chiuderla per lavori. Lavorare sempre in emergenza comporta una problematica per la sicurezza e per lo stato di salute delle persone, senza tralasciare anche l’aspetto economico. È molto più conveniente, seppur costoso, programmare un ponte o una strada, effettuare una manutenzione costante, piuttosto che dover recuperare o ricostruire in fretta nel post-emergenza, ma questo purtroppo ancora non l’abbiamo capito.

Marco Maiolini, consigliere del Gruppo Misto

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