Pur non contestando la necessità di rispettare tutte le limitazioni richieste per combattere la diffusione del virus, riteniamo incomprensibile l’esclusione dei circoli da qualsiasi possibilità di operare, senza neppure essere beneficiari di alcun ‘ristoro’. Con la loro sopravvivenza è messa in discussione anche quella dei luoghi che li ospitano e ai quali consentono di potersi conservare. La loro asfissia infatti trascinerebbe con sé presenze a volte secolari di una radicata tradizione associativa, cooperativa e mutualistica alla quale la nostra terra deve moltissimo in termini di emancipazione e riscatto sociale. Non possiamo dunque non sottoscrivere appieno quanto affermato in proposito dal vicesindaco Eugenio Fusignani e in particolare che “occorre sollecitare il governo a prendere in esame anche la questione dei circoli ricreativi, consentendo aperture per i soli soci con le stesse modalità e le analoghe restrizioni dei pubblici esercizi". È esattamente quanto, inascoltati, avevamo già richiesto in tutte le sedi.
Lorenzo Corelli
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