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Ravenna e la qualità della vita: "Il 51° posto non ce lo meritiamo"

Redazione

Anche quest’anno "Italia Oggi" in collaborazione con "l’Università La Sapienza di Roma", ha pubblicato la classifica riguardante la qualità della vita nelle città italiane. Anche quest’anno ho cercato di approfondire quali fossero stati i parametri di valutazione e di contestualizzarli. Ho cercato poi di mettere a confronto le mie sensazioni di cittadino ravennate con i numeri (impietosi) del rapporto. A differenza degli anni scorsi che, dopo aver provato un leggero disappunto, e rivolto qualche generica accusa alle istituzioni di turno, riprendevo a fare la mia vita, questa volta mi sono sentito arrabbiato. Questa volta ho deciso di fare qualcosa. Ma come, siamo al 51° posto e dovrei essere pure contento perché l’anno scorso eravamo al 57°?

Eppure, se mi guardo intorno, non vedo questo sfacelo, non percepisco che siamo al 92° posto per la droga, al 106° per i furti in appartamento, al 90° per i reati contro il patrimonio. Non vivo su una nuvola e sono conscio che anche Ravenna, come tutte le altre città, ha i suoi problemi. Ma le provincie in Italia sono 110, come accidenti facciamo a essere così in basso nella classifica? Ho cominciato a cercare di capire meglio parlando con le persone che conosco ma stavolta con domande specifiche, ascoltandole con maggiore attenzione, e cercando di evitare le solite frasi trite e ritrite tipo “è colpa del sindaco, della regione, della politica, delle istituzioni e così via”, ma chiedendo ad ognuno cosa farebbe se fosse lui a decidere per la nostra città, oppure quale contributo, piccolo o grande, si sentirebbe di portare personalmente. Più tempo passa, meno sono arrabbiato, vedo persone che mi sembrava di conoscere bene con un occhio diverso. Vedo persone che vorrebbero fare ma gli manca uno stimolo, un obiettivo, forse anche un po' di coraggio a mettersi in gioco. Alla fine tutti concordano che il 51° posto non ce lo meritiamo, che è inutile lamentarsi e dare la colpa sempre agli altri, che è ora di fare qualcosa e che è possibile ottenere più di quanto crediamo.

Solo mettendosi tutti personalmente in gioco potremo scalare velocemente la classifica. Non servono fenomeni o personaggi particolarmente influenti. Bastiamo noi comuni cittadini con le nostre idee e la voglia di fare, e la nostra conoscenza del territorio e delle sue problematiche. I problemi da affrontare sono impegnativi e di non facile soluzione (la viabilità, l’inquinamento industriale, la sicurezza sul lavoro, lo sfruttamento della prostituzione), ma bisogna pur cominciare da qualche parte. Cominciamo dai piccoli gesti, impegniamoci concretamente, alleniamoci per essere pronti agli impegni più importanti. Siamo al 78° posto come salute ambientale. Stiamo più attendi alla gestione dei nostri rifiuti, usiamo meno la macchina. Siamo al 90° posto per reati contro la persona e lesioni dolose. Abituiamoci a denunciare, abituiamoci a pretendere dalle istituzioni che ci ascoltino, diventiamo una comunità solidale e non indifferente. Molto spesso se si insiste alla fine si riesce, se si molla dopo il primo “giro” non si ottiene niente. Dobbiamo essere tenaci, coraggiosi, consapevoli che la nostra bella città merita di meglio. Non servono eroi, non servono fenomeni, solo gente che ha voglia di mettersi in gioco.

Noi di OraxRavenna questo lo stiamo facendo, tenacemente, seriamente e con la consapevolezza che questo è il momento giusto. E’ durante i periodi bui, che la gente deve trovare la forza di reagire, lasciare da parte le polemiche e cercare col prossimo una reciprocità e comunanza che altrimenti ignorerebbe. Insieme ce la possiamo fare, vogliamo condividere le vostre idee, la professionalità, la voglia di fare.
Insieme possiamo aiutare anche chi in questo momento non se la sente, ha paura, è scoraggiato.
Sarà in futuro uno dei nostri maggiori alleati.

Luca Gianera - OraxRavenna

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