A Lugo Fantasy arriva la scrittrice Licia Troisi

La biblioteca comunale “Fabrizio Trisi” ha da tempo dimostrato una vocazione per la letteratura popolare. Era destino che prima o poi incrociasse l’associazione culturale Pa.Gi.Ne., che proprio dal 2004 si occupa di letteratura popolare, con la propria punta di diamante nel festival “GialloLuna NeroNotte”.

Così, l'Assessorato alla cultura di Lugo e appunto la biblioteca Trisi hanno accolto il progetto che è stato loro presentato per una rassegna di incontri letterari dedicati al fantasy italiano. Continuando così a valorizzare il patrimonio delle raccolte della Trisi, che nell’arco dell’estate appena trascorsa e fino al 7 ottobre, ha proposto un’esposizione di tutti i romanzi che in vario modo si rifanno a questo genere letterario. Ed è nato il numero Zero di “Lugo Fantasy”, che si svolgerà dal 5 al 7 ottobre, proponendo tre incontri col pubblico e uno con le scuole. 

Il primo incontro vedrà a Lugo la scrittrice italiana più famosa del fantasy, Licia Troisi, che fra l’altro presenterà il terzo volume della nuova serie (Pandora): “L’erede di Gavri’el” (Mondadori, giugno 2017). L’incontro è in calendario per giovedì 5 ottobre, alle 21.00, nella Sala conferenze del Complesso del Carmine, in Piazza Trisi, 4.

Il giorno successivo, venerdì 6 ottobre, vedrà a Lugo due esperti di letteratura fantastica: Angelo Berti ed Eugenio Saguatti. Con le scuole proporranno alcune riflessioni sul mito di J.R.R. Tolkien e della saga del “Signore degli Anelli”; ma anche sui vent’anni di Harry Potter, fenomenale fenomeno letterario che ha riportato al grande pubblico il mondo dei maghi e dei draghi. I due autori incontreranno poi il pubblico alle 17.30, nella Sala Codazzi della Biblioteca Trisi - Piazza Trisi 19.

Infine, sabato 7 ottobre (ore 17.30, Sala Codazzi della Biblioteca Trisi - Piazza Trisi 19), sarà di scena un disegnatore ravennate di fama internazionale, Riccardo Crosa. Racconterà la propria esperienza alla Sergio Bonelli Editore, come autore dell’eroe fantasy “Dragonero”; ma ricorderà anche i propri personaggi magici, come Rigor Mortis, protagonisti anche di giochi da tavolo tradotti in nove lingue).

Parafrasando il titolo di un vecchio film, ci si potrebbe chiedere: “Cos’è il fantasy e perché oggi si parla tanto di lui?”. Al di là delle mode, se si volesse seguire un’analisi storica allargata, si dovrebbe risalire alla letteratura fantastica intesa come evoluzione della fiaba; mescolando il tutto ai miti. Ma così ci si complica la vita inutilmente.
Conviene quindi fare riferimento al nascere della letteratura popolare che dà sostanza ai generi e li declina. Ben sapendo come la loro purezza ormai sia al crepuscolo; consci però di come questo non intacchi la loro qualità grazie alla rigeneratrice variabile dell’ibridizzazione. Si potrebbe utilizzare, a questo punto, la chiave di lettura consigliata dal filosofo del linguaggio Cvetan Todorov: il fantastico si muove fra il meraviglioso e lo strano; nel primo caso elementi irreali (draghi, mostri, angeli fiammeggianti) convivono in una storia con protagonisti reali, che non restano stupiti da questa intromissione. Lo strano, invece, è costituito da un momento di incertezza, che viene risolto con il ritorno al “reale”. Italo Calvino, per contro, parlava di “fantastico visionario”, distinguendolo dal “fantastico mentale” (o “quotidiano”), nel quale il soprannaturale vive nella dimensione interiore di un protagonista. 
Al di là di precursori e presunti antenati, i romanzi che in vario modo si rifanno al fantasy (che oggi ha ormai numerosissime declinazioni, da quello epico, al “paranormal romance”, fino al new weird di Jeff Vandermeer) iniziano a uscire, in Italia, nel novembre del 1967, dopo la prima edizione de “La compagnia dell’Anello”, primo volume del “Signore degli anelli” di J.R.R. Tolkien, grazie alla casa editrice Astrolabio, che però non completa la pubblicazione. L’intero ciclo esce solo nel 1970 per i tipi di Rusconi. Quindi, a 50 anni da quella prima pubblicazione, e nel 125° della nascita dell’autore, ha un senso ragionare sull’inizio di un ciclo, o addirittura di un festival strutturato, che si occupi del fantasy italiano. È quello che si sta provando a fare con “Lugo Fantasy numero Zero”.

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