Ancestralità africana e futurismo mistico Idris Ackamoor & The Pyramids

  • Dove
    Bagno Hana-Bi
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 02/07/2019 al 02/07/2019
    20.30
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Martedì 2 luglio, alle 21.30, la spiaggia dell'Hana-Bi a Marina di Ravenna si confonde con le sabbie dell'antico Egitto grazie al concerto di Idris Ackamoor & The Pyramids.

C’è stato un tempo in cui un pugno di irriducibili pionieri del jazz guardò verso l’Africa ancestrale; levando al contempo gli occhi agli infiniti spazi della volta celeste, in cerca di visioni e corrispondenze astrali. Fra questi visionari, negli anni ’70, c’erano anche Idris Ackamoor & The Pyramids, con la loro miscela di afrobeat, groove funk, free jazz e tradizioni popolari. Un viaggio iniziatico, tra ancestralità africana e futurismo mistico, tra Sun Ra e Fela Kuti.

Band di Chicago attiva dal 1972, pionieri di una musica cosmopolita: un connubio di energie cosmiche, Space Is The Place, tradizione e futurismo. Con una fortissima connotazione sociale che rende questa musica assolutamente ballabile e festosa mescolando afrobeat, groove funk, free jazz e tradizioni popolari.
C’è stato un tempo in cui, un pugno di irriducibili pionieri del jazz, guardò verso l’Africa ancestrale; levando al contempo gli occhi agli infiniti spazi della volta celeste, in cerca di visioni e corrispondenze astrali. Tra gli unsung heroes di quella stagione d’oro – capace di sprigionare un linguaggio che includeva militanza politica, misticismo cosmico ed espressionismo astratto – meritano un posto di rilievo l’alto-sassofonista di Chicago, Idris Ackamoor, e il suo gruppo, The Pyramids.
Una storia iniziata nei primi anni ‘70, che trova definizione piena durante un viaggio-studio in Marocco, Senegal, Ghana ed Etiopia. Una storia finita a un certo punto nell’oblio e riportata alla luce solo negli ultimi anni, grazie ai soliti speleologi dell’era post-analogica. Fino a oggi, col gruppo pronto di nuovo a imbarcarsi in un lungo tour mondiale e un disco meraviglioso, “We Be All Africans”, edito dalla Strut Records, sotto l’egida del produttore/batterista Max Weissenfeldt (Poets of Rhythms, DJ Shadow, The Heliocentrics).

Ingresso libero.

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