I lughesi e il sogno del volo

Da sabato 4 maggio al 15 giugno viene allestita nella Sala Codazzi della biblioteca “Fabrizio Trisi” di Lugo la mostra documentaria “I lughesi e il sogno del volo”. 

Al taglio del nastro di sabato 4 maggio, alle 11, con successiva visita guidata, intervengono la direttrice della biblioteca Luciana Cumino, il direttore del Museo Baracca Giovanni Barberini, l’ex direttore del Museo Baracca Daniele Serafini, il presidente de “La Squadriglia del Grifo” Mauro Antonellini e la curatrice della mostra Ivana Pagani.

Il percorso della mostra inizia con un omaggio a Leonardo da Vinci e al suo Codice sul volo degli uccelli, prosegue mettendo in risalto alcuni dei voli spettacolari su mongolfiera effettuati a Lugo già nei primi anni dell’Ottocento fino a rievocare i pionieri lughesi del volo, coloro che ottennero il brevetto di pilota fino al 2 agosto 1914. Il percorso espositivo è arricchito da riferimenti mitologici, si pensi a Icaro, figlio dell'inventore Dedalo; storici, come ad esempio il primo volo in aerostato effettuato in Italia dal conte Paolo Andreani e letterari, come i viaggi straordinari di Jules Verne. In campo musicale L’Aviatore Dro del lughese Francesco Balilla Pratella, scritta tra il 1912 e il 1915, “è stata la prima opera teatrale, poetico musicale, che abbia tratto soggetto ed ispirazione dal volo e dell’aviazione, giungendo ad esprimere per la prima volta il nuovo mito moderno dell’eroe del cielo e del volo”. I documenti, le immagini, i libri esposti in mostra appartengono alle raccolte storiche della biblioteca Trisi, all’Archivio storico comunale e a collezioni di enti pubblici e di privati. 

Le celebrazioni di Leonardo Da Vinci a 500 anni dalla morte hanno fornito l’occasione per proporre questa esposizione. Il prezioso Codice sul volo degli uccelli (1505-1506) di Leonardo, oggi conservato dalla Biblioteca Reale di Torino, è stato per molti anni a Lugo, quando apparteneva alla biblioteca privata del conte Giacomo Maria Manzoni (1816-1889), importante bibliofilo e bibliografo, patriota e ministro delle Finanze durante la Repubblica Romana, nel 1849. Del codice, le cui vicende legate ai diversi possessori furono davvero rocambolesche, il Manzoni ne aveva realizzato una copia di propria mano, attualmente custodita a Lugo in una collezione privata. 
Leonardo ha perseguito il sogno del volo con una profondità e una tenacia straordinaria. I suoi studi sull’osservazione del volo degli uccelli lo portarono all’elaborazione di una vera e propria scienza, dalla quale sviluppò e progettò le sue macchine volanti. Dopo che i fratelli Montgolfier innalzarono ad Annonay e poi a Versailles i primi palloni aerostatici (1783), in Italia già l’anno successivo alcuni temerari effettuarono i primi voli in mongolfiera, eventi dimostrativi ma soprattutto spettacolari che richiamavano la curiosità di migliaia di persone. A Lugo si ha notizia del lancio del primo globo aerostatico la domenica sera dell’8 marzo 1801, avvenuto per celebrare la pace di Lunéville, firmata un mese prima tra Francia e Austria. Qualche anno più tardi, in occasione della Fiera del 1809, una Società di Amici Lughesi chiamò il signor Filippo Silvestrini, proprietario di una “Machina Aereostatica” perché desse spettacolo, come aveva già fatto in altre città. Nel 1811 fu la volta del libraio bolognese Antonio Marcheselli che si innalzò dal Pavaglione il 6 ottobre e atterrò felicemente, dopo circa tre ore di viaggio, vicino a San Pancrazio di Ravenna. Memorabile fu l’ascensione in globo aerostatico del lughese Raffaele Rossini, avvenuta il 22 settembre 1878. L’aerobata si presentò “in marsina bleu impeccabile, con guanti color tortora e cilindro in capo dello stesso colore”; dopo circa mezz’ora di volo cadde rovinosamente nei pressi della Madonna del Mulino, alle porte di Lugo.
L’interesse e la passione dei lughesi per il volo nella seconda metà dell’Ottocento era comunque soltanto agli inizi. Il sogno di volare si realizzò per i pionieri dell’aviazione a Lugo: Francesco Rossini, nipote dell’aerobata Raffaele, Rambaldo Jacchia, Eginardo Bongiovanni, Giuseppe Miraglia, Francesco Baracca e dopo di loro per numerosi altri concittadini.

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