I bolognesi Kepler 452 portano al Rasi il loro Cechov reinventato

La stagione dei teatri 2018/19 prosegue con una nuova produzione di Emilia Romagna Teatro Fondazione, un’opera della giovanissima compagnia di ricerca bolognese Kepler - 452. Il gruppo ha condotto, con le pagina di Cechov in pugno, un’indagine sugli sgomberi a Bologna, entrando nelle vite di chi, come la famiglia Bianchi, perde un luogo dell’anima a causa di certe politiche abitative. E poi ha concepito un lavoro teatrale in cui i protagonisti reali della vicenda, Annalisa e Giuliano, sono in scena con gli attori. La prossimità tra gli “sfrattati” di Cechov e quelli del nostro tempo pone tutti quanti, anche gli spettatori, di fronte all’esercizio sordo dell’essere cacciati via dalla propria esistenza. Sipario venerdì 16 novembre, ore 21.00, al Teatro Rasi di Ravenna.

Lo spettacolo nasce dall’incontro tra i componenti di Kepler-452 (Nicola Borghesi, Paola Aiello ed Enrico Baraldi) con due personaggi “immaginari” realmente esistenti, Giuliano e Annalisa Bianchi, ossia Ljuba e Gaev.
Nel dramma Anton Čhecov immagina che in un anno non definito di fine Ottocento il giardino dei ciliegi di Ljuba e Gaev, proprietari terrieri nella Russia prerivoluzionaria, vada all’asta per debiti insieme alla loro casa. Ad acquistarlo è Lopachin, ex-servo della gleba arricchitosi dopo la fine della schiavitù, rampante rappresentante della borghesia in ascesa. Il centro del dramma è la scomparsa di un luogo magico, profondamente impregnato delle vite di chi lo abita, che in questa rilettura dell’opera di Čechov diventa il luogo della coppia.

Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, under30 8 euro, under20 5 euro.

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