Sabato, 12 Giugno 2021
Economia

Conserve Italia in crisi, “Trovare accordo per lo stabilimento di Massa Lombarda"

Intervenire per evitare la chiusura dello stabilimento Conserve Italia di Massa Lombarda, il cui futuro è in bilico a causa delle difficoltà che investono anche il settore agroalimentare.

Intervenire per evitare la chiusura dello stabilimento Conserve Italia di Massa Lombarda, il cui futuro è in bilico a causa delle difficoltà che investono anche il settore agroalimentare. È quanto chiedono in un’interrogazione i consiglieri regionali Pd Mario Mazzotti e Miro Fiammenghi alla Giunta dell’Emilia-Romagna.
 
«Conserve Italia rappresenta una delle maggiori aziende agroindustriali europee – illustrano Mazzotti e Fiammenghi -; è lì, infatti, che si producono succhi di frutta, sciroppi, derivati del pomodoro, conserve di ortaggi e altre specialità commercializzati poi con marchi quali Valfrutta, Yoga, Derby Blue, Cirio, De Rica, Juver, St Mamet o, ancora, Jolly Colombani».
 
Si tratta di un Gruppo «nato nella nostra Regione e che nei suoi 40 anni di vita si è allargato in tutta Europa – continuano i consiglieri -. Nel 2011-2012 ha registrato un fatturato di 1.033 milioni di euro e conta 12 stabilimenti, di cui otto in Italia, tre in Francia e uno in Spagna. Delle otto sedi italiane, sei si trovano in Emilia-Romagna. È proprio questa origine ad aver ispirato la storia dell’azienda, dalla scelta del modello cooperativo all’attenzione per la qualità del prodotto agricolo. A sua volta, l’azienda ha dato un grande contributo al tessuto economico del nostro territorio: dei quasi 2 mila dipendenti italiani, infatti, 700 sono impiegati nella nostra regione».
 
La proprietà ha però annunciato di voler chiudere lo stabilimento di Massa Lombarda, «il più grande della regione con i suoi 146 dipendenti fissi e 102 stagionali – concludono Mazzotti e Fiammenghi-. Al momento la decisione è stata congelata perché i sindacati hanno chiesto di verificare strade alternative alla chiusura e, comunque, maggiori garanzie alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti».
 
Per queste ragioni, Mazzotti e Fiammenghi interrogano la Giunta “per avere ulteriori notizie sull’evoluzione di questa crisi aziendale e per sapere quali interventi intenda adottare per facilitare un Accordo soddisfacente per tutte le parti coinvolte – si legge nel documento –, così da non depauperare il territorio di Massa Lombarda e della bassa ravennate di una realtà imprenditoriale strategica e radicata”.

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