Cooperative, sale a 160 milioni di euro il fatturato di Ciclat Trasporti Ambiente

Per quanto riguarda l’andamento dell’anno in corso, la cooperativa ha dovuto affrontare un drastico calo delle attività di trasporto merci confezionate e alla rinfusa

Supera i 160 milioni di euro il valore della produzione di Ciclat Trasporti Ambiente che, anche nel 2019, conferma una crescita del proprio giro d’affari di circa il 7%. Nel dettaglio, nell’ultimo esercizio, la cooperativa ha realizzato circa 140 milioni di euro grazie a servizi forniti a clienti terzi - di cui 91 milioni nel settore igiene urbana e 49 milioni nell’area trasporto e multiservizi - e oltre 20 milioni di euro grazie a servizi forniti ai propri soci. I soci, riuniti in assemblea nei giorni scorsi, hanno approvato il bilancio d’esercizio 2019 deliberando un utile di 119.857 euro.

“Il 2019 è stato un anno di netta crescita che, nei risultati, ha superato quanto programmato all’interno del piano industriale 2018-2020 - racconta Cesare Bagnari, amministratore delegato di Ciclat Trasporti Ambiente - Sono anni di grande sviluppo per la nostra cooperativa che, seguendo la naturale evoluzione del percorso che ha unito Ciclat Trasporti e Ciclat Ambiente cinque anni fa, sta continuando a crescere e a innovarsi. Alcune recenti novità che abbiamo introdotto, sia dal punto di vista operativo che dal punto di vista dell’immagine istituzionale, lo testimoniano in modo chiaro”.

A partire dallo scorso anno i servizi di trasporto di Ciclat Trasporti Ambiente, che già coprivano tutta l’Italia, si sono aperti anche al territorio francese mentre, per quanto riguarda l’igiene urbana le regioni servite sono oggi Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia, Puglia, Basilicata, Toscana, Veneto, Lombardia e Piemonte. Un trend improntato allo sviluppo testimoniato dagli oltre 2,4 milioni di euro investiti nel 2019 per rafforzare la propria struttura e le quasi 1.300 ore di formazione erogate ai propri soci e dipendenti.

Per quanto riguarda l’andamento dell’anno in corso, anche alla luce di quanto accaduto in Italia a causa dell’emergenza sanitaria, la cooperativa ha dovuto affrontare un drastico calo delle attività di trasporto merci confezionate e alla rinfusa. La diminuzione in valore assoluto è stata di circa il 50%, nel periodo da marzo a maggio, rispetto ai volumi dell’anno precedente ed è stata principalmente legata alla chiusura di gran parte del settore manifatturiero e all’inevitabile riduzione degli sbarchi al porto di Ravenna. “In parte - aggiunge Bagnari - è venuto meno anche il trasporto di rifiuti speciali e reflui industriali. Nonostante questa flessione credo che gli elementi del piano industriale verranno rispettati e credo che i mesi di lockdown potranno essere assorbiti senza particolari difficoltà, almeno in termini di volumi sviluppati. È chiaro che dal punto di vista della marginalità avremo qualche problema in più anche perché i costi, sia a livello di Dpi che a livello di procedure hanno subito un incremento e stiamo aspettando di poter accedere a fondi straordinari per attenuarne l’impatto sull’esercizio”.

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Il settore di raccolta e gestione rifiuti, anche durante i mesi più difficili dell’emergenza, non ha subito modifiche sostanziali e per il primo semestre 2020 non ci si aspettano grossi cambiamenti rispetto al 2019. Quello che preoccupa è, invece, il secondo semestre 2020 e le possibili ripercussioni sugli operatori che si occupano di raccolta e gestione rifiuti che la riduzione dei prelievi fiscali a cittadini e imprese (Tari su tutte) potrebbero generare. “È un tema molto dibattuto tra gli operatori del settore che stiamo discutendo da alcune settimane con gli organi istituzionali locali e nazionali - conclude Bagnari - Quello che auspichiamo è che il Governo sia in grado di mettere in campo tutte le risorse necessarie per consentire una riduzione del cuneo fiscale sui cittadini e, al contempo, non gravare su chi ha regolarmente svolto il servizio di raccolta e gestione rifiuti anche durante tutta la fase più difficile dell’emergenza sanitaria”.

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