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Sabato, 13 Aprile 2024
Economia Faenza

Dissesto montano, per un euro percepito i Consorzi di bonifica ne reinvestono 1,55 nelle aree fragili

In Emilia Romagna sono 80.000 le frane censite, il 20% del territorio regionale è classificato come area di pericolosità di frana

Se gli eventi alluvionali del maggio scorso avevano giocoforza rinviato ogni possibile statistica aggiornata sugli interventi realizzati nelle aree montane da parte dei Consorzi di Bonifica in Emilia Romagna oggi, il bilancio presentato da Anbi Emilia Romagna a Faenza, nella sede del Consorzio Romagna Occidentale (uno dei consorzi che in fase di piena emergenza ha presidiato l’area più colpita dai fenomeni), risulta del tutto positivo offrendo così ulteriori margini di tutela dei fragili comprensori montani.

L’analisi analitica di sistema sul monitoraggio delle attività svolte nelle terre alte viene comunicata a cadenza annuale dai Consorzi - su iniziativa della Regione Emilia-Romagna, Anbi Emilia Romagna e Uncem in ottemperanza al protocollo di intesa siglato nel 2013. In quest’occasione specifica però, il ritardo fisiologico della presentazione dei dati sui dodici mesi a causa, come detto, della concomitanza con la tragica alluvione della scorsa primavera, ha consentito agli uffici tecnici di Anbi di elaborare un ulteriore aggiornato piano statistico sui 5 anni precedenti. E ciò che emerge è un insieme di risultati di assoluto rilievo in costante crescita di certificata evidenza.

I numeri

In Emilia Romagna sono 80.000 le frane censite, il 20% del territorio regionale è classificato come area di pericolosità di frana; sistemazioni idraulico-forestali, manutenzione delle opere esistenti e progettazione di nuovi interventi sono le attività svolte dai Consorzi per contrastare il dissesto idrogeologico con l'obiettivo di favorire la fruibilità e la vivibilità in montagna. 

Negli ultimi 5 anni sono 850 interventi effettuati in media all'anno; 27 milioni è la media degli investimenti in lavori e manutenzioni gestite dai consorzi e cofinanziati con la contribuenza e con i fondi di altri Enti; un euro di contribuenza equivale a 1.37 euro di investimento complessivo in prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico; i Consorzi dell’Emilia-Romagna hanno investito sul territorio montano complessivamente 135,2 milioni di euro comprensivi di finanziamenti di terzi e hanno investito in montagna 78,3 milioni di euro di risorse proprie; 80% è la percentuale media annuale dei fondi relativi alla contribuenza investiti sul territorio, aumentata di 9 punti, passando dal 72%, nel 2018, all’81%, nel 2022; le spese generali e di funzionamento, invece, sono diminuite di circa l’8%.

Nel 2022, invece, sono 1.009 gli interventi grandi e piccoli (8 interventi ogni 100 chilometri quadrati) e la tipologia che è cresciuta di più è rappresentata dai lavori stradali; 74 lavori effettuati in aree protette, applicando le tecniche più sostenibili a tutela della biodiversità; 32,3 milioni di euro sono gli investimenti complessivi gestiti dai consorzi, hanno attratto sul territorio 15,5 milioni di euro di fondi di europei, nazionali e locali per investimenti che si aggiungono ai 16,7 milioni di risorse proprie in opere, lavori e manutenzioni, per un euro di contribuenza i consorzi hanno riversato sul territorio 1.55 euro; gli investimenti del Consorzio in lavori e manutenzioni sono pari a 16,7 milioni di euro (81% della contribuenza).

“L’attività che i Consorzi di bonifica realizzano in montagna - sia in fase di monitoraggio preventivo che in fase d’interventi mirati necessari è diventato un fattore imprescindibile di difesa e salvaguardia di quei territori e di quelle comunità nella costante lotta per arginare il progressivo dissesto idrogeologico – ha sottolineato il presidente di Anbi e Anbi Emilia Romagna Francesco Vincenzi –. Per ogni euro investito in manutenzioni ed opere da parte dei cittadini della montagna i consorzi ne restituiscono 1,55 ai territori, e questo per noi è un risultato di cui andare fieri che cercheremo di migliorare ulteriormente anno dopo anno col massimo impegno possibile”.

Nell’ambito della conferenza odierna, introdotta dalla coordinatrice di Anbi Emilia Romagna Raffaella Zucaro e a cui hanno preso parte istituzioni e funzionari di Regione Emilia-Romagna – la vicepresidente e assessore a Transizione ecologica, contrasto al cambiamento climatico, ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile Irene Priolo; e l’assessore Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca Alessio Mammi – e rappresentanti di Uncem – il presidente Giovanni Battista Pasini e i sindaci Federica Malavolti, Comune di Riolo Terme; Giorgio Sagrini, Comune di Casola Valsenio; e Giancarlo “Jader” Dardi, Comune di Modigliana – sono state presentate alcune tra le case historie più significative del mondo consortile grazie ai contributi di: Antonio Vincenzi, presidente Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale; Valentina Borghi, presidente Consorzio della Bonifica Renana; e Stefano Francia, presidente Consorzio di Bonifica della Romagna.

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