Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Frutta estiva, calo dei consumi: "Il futuro si gioca sulla qualità"

Il futuro della frutta estiva si gioca su un elemento chiave: la qualità. “Il calo dei consumi si combatte conquistando il consumatore con la frutta buona"

Un primo provvisorio bilancio della campagna della frutta estiva. Lo traccia Giancarlo Minguzzi, presidente dell'Organizzazione di produttori Minguzzi di Alfonsine e di Fruitimprese Emilia Romagna, l’associazione che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta della regione. "L’evoluzione quantitativa e qualitativa di pesche, nettarine, albicocche e susine ha fatto sì che la campagna estiva 2016 non sia stata disastrosa come le due precedenti".

"Le albicocche hanno avuto una costanza buona di mercato specialmente con le nuove varietà, a parte l’inizio con la varietà Ninfa (di qualità scadente) - prosegue Mingozzi -. I prezzi si attesteranno alla produzione fra i 70 cents e l’euro al chilo. Stesso discorso sulle susine: qui l’attenzione sulla qualità è importante anche in considerazione del fatto che su questo articolo la Spagna ho molto investito negli ultimi anni. La produzione delle Angeleno si presenta disomogenea, con calibri medi e si prevedono buoni prezzi per i calibri più sostenuti”.

“Sul fronte pesche e nettarine – continua Minguzzi - si è avuta anche una minore pressione da parte della Spagna nella parte iniziale della stagione (maggio e giugno),  e prezzi saranno attorno ai 50/60 cents al kg. Nel mese di luglio con la varietà Big Top i prezzi si attesteranno sui 45/50 cents al kg. Nel mese di agosto abbiamo notato una flessione dei prezzi dovuta a una maggiore offerta del prodotto piemontese, quindi i prezzi si attesteranno attorno ai 40 cents al kg sempre alla produzione. L’andamento stagionale del mese di settembre dirà una parola definitiva sul mercato, anche tenendo conto del maggiore numero di articoli offerti dalla Gdo come uva, pere e mele”.

Il futuro della frutta estiva si gioca su un elemento chiave: la qualità. “Il calo dei consumi si combatte conquistando il consumatore con la frutta buona. Bisogna abbandonare le varietà più produttive a vantaggio delle tipologie di maggior qualità organolettica. Discorso che vale per susine e albicocche , e a maggior ragione per pesche/nettarine,  produzione che registra un preoccupante calo di investimenti e quote di mercato sia in Italia che all’estero”, conclude Minguzzi. 

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